Guardiola, possibile serva solo un terzo portiere?

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Al grande Walzer del calciomercato europeo manca ancora l’acuto del Bayern Monaco.  Oltre al super acquisto di Robert Lewandowski, datato ormai 2 gennaio, i campioni di Germania hanno solamente piazzato due colpi “marginali” come quelli di Sebastian Rode e Juan Bernat. Due ottimi giocatori di sicuro (e anche di prospettiva vista la giovane età) ma non certamente due assi con i quali attaccare le super corazzate d’Europa come Real Madrid, Barcellona, Chelsea e Paris Saint Germain. Nel frattempo però sono usciti dal Bayern due calciatori importanti e titolari come Mandzukic e Toni Kroos, due calciatori reduci dalla tripletta del 2013 targata Heynckes e che vanno sicuramente sostituiti con due Campioni di egual misura e caratura internazionale. L’arrivo di Lewandowski copre la cessione del croato ma dietro di lui ci sono solo il trentaseienne Pizarro e il giovane Green.  Oltre all’innumerevole potenza economica già disponibile, il Bayern ha incassato da queste due operazioni una plusvalenza di ben 42 milioni di euro. Un altro tesoretto che i bavaresi potrebbero (e dovrebbero) investire sul mercato.

Eppure fino ad ora sia Sammer che Guardiola tentanto di nascondersi, cercando di lavorare nell’ombra alla ricerca dei tasselli giusti per far volare questo Bayern. Dichiarazioni di facciata o prese di posizione più importanti come quella con la quale il tecnico spagnolo ha dichiarato di volere solo un terzo portiere e nulla più. Il desiderio di Guardiola era quello di portare a Monaco il genietto Marco Reus, soluzione intelligentemente bocciata da Rummenigge che non voleva inimicarsi grana parte dell’opinione pubblica tedesca per un nuovo “saccheggio” alla rivale di sempre.

I problemi da risolvere però ci sono e vanno affrontatati. Il primo reparto da blindare è la difesa, che nonostante il recupero di Holger Badstuber (fermo comunque da oltre un anno) necessita senza dubbio di un ulteriore innesto di valore anche per sopperire alla “mancanze” di Boateng e Dante. Bisogna definire poi le situazioni Lahm e Alaba, due esterni che Guardiola vorrebbe utilizzare a centrocampo nel ruolo di mediani. Anche se questa ipotesi fosse percorribile, e con Lahm lo scorso anno è stato così, chi inventerà gioco oltre a Thiago Alcantara e Mario Goetze? Kroos non c’è più e va sostituito e oltre a lui va trovato anche un valido rincalzo del duo Ribery-Robben, giocatori che non possono sostenere sulle loro spalle l’intero onere della creatività e dell’imprevedibilità della squadra. L’ipotesi Cuadrado, non ancora tramontata del tutto, sarebbe la soluzione migliore per portare in rosa un calciatore di gamba e di grande tecnica. Il tempo passa per tutti e lentamente vanno cresciute le giuste alternative.

Con questo va detto che la squadra resta altamente competitiva sia a livello nazionale che internazionale, ma per “dettare” legge in Europa (7-0 al Barcellona tra andata e ritorno) come si è fatto nel 2013 e come ha confermato la stessa nazionale tedesca in Brasile, serve ancora qualche piccolo ritocco. Attenzione però, non vanno fatte rivoluzioni ma solo piccoli aggiustamenti. Guardiola è bravo e lungimirante e sa bene che al secondo anno deve essere perfetto per riportare a Monaco la Champions League e per rispondere alle critiche di una stampa tedesca che con lui non è stata mai tenera e comprensiva.

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