Alla conquista di Saturno

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Fin dai primi anni del 900 l’uomo ha iniziato a comprendere la vera struttura di quello che definiamo universo, ovvero un infinito spazio ricco di meraviglie come pianeti, stelle e comete. I nostri stessi piedi sono poggiati su un globo, la Terra, che è forse fra i più straordinari che esistano, formato e modellato ogni giorno da miliardi di specie differenti di vita. Solo in questi ultimi 50 anni siamo riusciti a comprendere con esattezza cosa si trova fuori dalla nostra piccola sfera, e lo abbiamo fatto partendo dalla nostra Luna, il corpo celeste più vicino che abbiamo. Approdare sulla Luna, per quanto possa essere complicato tecnicamente, è stato molto semplice relativamente a ciò che vorremmo fare nel corso dei prossimi anni. Un primo obiettivo è stato già raggiunto con Marte, grazie alle tecnologie più moderne e ai robot, ma l’uomo vuole di più. La curiosità spinge molti scienziati a pensare di poter arrivare dove non avremo mai immaginato solamente qualche anno fa. Uno degli esperimenti più importanti, poi divenuto la punta di diamante delle ricerche targate NASA, è la sonda Cassini, lanciata esattamente 10 anni fa, il 1 luglio 2004, che aveva il compito di viaggiare per il Sistema Solare, iniziato nel 1997 a Cape Canaveral e durato 7 anni. Va sottolineata anche la collaborazione, molto stretta, con l’ESA (l’agenzia spaziale europea) e l’ASI (l’agenzia spaziale italiana), che ha permesso di sviluppare un viaggio perfetto e ricco di colpi di scena e immagini mozzafiato.

Una delle particolarità di questa missione è quella della tempistica che doveva avere, ovvero di soli quattro anni, dunque sarebbe dovuta durare fino al 2008, ma è stata più volte rinviata per la curiosità e la voglia di andare avanti degli astronomi. Il suo viaggio è stato molto rigido, ma la sonda non è ha risentito molto, infatti ancora oggi è splendida forma. Lo si nota soprattutto dalle immagini che ci regala e dai dati che riporta ogni giorno, sempre molto importanti per comprendere al meglio questo ‘gigante dagli anelli d’oro’, definito il pianeta più particolare di quelli conosciuti nel Sistema Solare. In 10 anni di onorato servizio le scoperte sono state molte, per citarne qualcuna l’esistenza di un particolare paesaggio, molto simile a quello terrestre, presente su Titano, ricco di laghi e idrocarburi allo stato liquido; i geyser di Encelado e l’oceano d’acqua liquida sotto la sua superficie; lo studio della grande tempesta esagonale di Saturno e della struttura dinamica dei suoi anelli; lo studio di Giapeto, la misteriosa luna dalla ‘duplice faccia’ e delle sue valanghe, le più veloci di tutto il Sistema Solare.

Il lavoro di questa sonda non è affatto concluso, ma probabilmente continuerà a regalarci informazioni ancora per molti mesi. L’unico ostacolo, che si trova dinnanzi a al suo proseguimento nei meandri del Sistema Solare, è la scorta di carburante con cui è alimentata, che sembrerebbe essere quasi terminato. Per la fase finale della missione si parla del 2016, anche se non ci sono comunicazioni ufficiali visti anche i rinvii precedenti, dove la sonda inizierà a ridurre la portata delle orbite per avvicinarsi, e successivamente schiantarsi, sul polo nord di Saturno, il 15 settembre 2017. Questo metterà un punto definitivo alle scoperte e alle straordinarie immagini, che saranno perseguite da ulteriori missioni nei prossimi anni. L’atterraggio permetterà di entrare nell’orbita di Saturno e scattare qualche immagine poco prima dello schianto, per vedere più da vicino i dettagli strutturali del pianeta.

I numeri di questa missione sono impressionanti:

  • 2 milioni i comandi eseguiti dalla sonda
  • Oltre 3 miliardi i km percorsi per raggiungere Saturno
  • 514 GB di dati inviati a Terra
  • 3039 pubblicazioni scientifiche
  • 7 nuove lune scoperte
  • 206 orbite completate
  • 132 passaggi ravvicinati alle lune di Saturno
  • 332.000 foto riprese
  • Coinvolti scienziati da 26 nazioni
  • 291 accensioni dei motori

La vera conquista di Saturno è avvenuta grazie alle fantastiche immagini, che hanno dati inizio ad una nuova era della scienza e dell’astronomia. Le foto sono tutte state scattate dalla sonda Cassini, e non vi sono modifiche o creazioni computerizzate, anche se potrebbero fare riflettere sul contrario:

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