CitizenMe: l’app dei diritti sul web

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Che sia l’iscrizione ad un social network o si crei un’account su un qualsiasi sito la storia è sempre la stessa: la pagina dei Termini di servizio -contenente i diritti dell’utente– sembra un “passa e non ti curar di loro”. Nessuno o in pochi leggono queste importanti note sulla propria privacy. CitizenMe è una applicazione per iOS  che si propone di responsabilizzarci sui nostri diritti e tutelare la nostra identità sul web. Frutto di una società startup, con sede nel Regno Unito, CitizenMe ha due funzioni principali: tenere traccia dei termini di servizio delle nostre app installate e testare la nostra personalità sul web.

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Nella prima fase CitizenMe crea un sistema a “semafori” che permette di evidenziare i social network più rispettosi verso l’utente nell’indicare i suoi diritti, le licenze e utilizzare i cookie. L‘icona rossa boccia il sito mentre il verde è un via libera nell’applicazione della legge sulla privacy web. L’utente prende coscienza di quanto i social network lo tutelano e può comunque votare la valutazione fatta dell’applicazione; se invece siamo d’accordo con il voto negativo l’app ci guiderà direttamente sulle impostazioni di account adatte. Oltretutto CitizenMe si propone di tutelare l’utente avvisandolo se cambiano termini di servizio  dei social network dove è iscritto

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Nella sua seconda simpatica funzione CitizenMe misurerà la nostra personalità in base ai linguaggi utilizzati nei post sui social media. L’idea è di rendere consapevoli la persona del tipo di identità che sta proponendo sul web e correggerla o incrementarla di conseguenza. Il test è stato studiato e sviluppato in collaborazione con l’Università di Cambridge e sarà sicuramente incrementato nelle future versioni dell’applicazione. Potremo inoltre avere un resoconto delle nostre attività sul web (tendenze, interazioni, highlights, parole chiave, focus) e del nostro andamento dopo ogni test. Insomma impareremo a conoscerci meglio anche sul web.

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Ma la novità più interessante è la possibilità di guadagnare denaro vendendo i nostri dati personali (raccolti da CitizenMe) agli inserzionisti registrati. La trattenuta sarà pari al 10% per CitizenMe mentre il 90% andrà tutto all’utente. Non male eh? Questo ha inoltre lo scopo di ricreare una fiducia dell’utenza verso internet, rapporto che è stato compromesso negli ultimi tempi. Se poi non si volessero vendere i propri dati, standard per chi scarica e si registra gratuitamente all’app, si potrà pagare un’abbonamento per utilizzare l’applicazione senza vincoli. Per ora CitizenMe disponibile solo per iOS (download App Store) ma è in arrivo anche una versione per utenti Android.

 

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