Project Ara: Google mostra per la prima volta il suo telefono modulare

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Durante il keynote della compagnia di Mountain View, tra le tante novità presentate, abbiamo finalmente potuto assistere ai progressi svolti dal team di sviluppo del Project Ara, illustrati dal responsabile tecnico Paul Eremenko. Google ha potuto esibire miglioramenti fatti rispetto al prototipo mostrato nel mese di aprile e allo stesso modo anche quello presentato al Google I/O sarebbe un prototipo, più simile a ciò che verrà ufficialmente prodotto.

Durante la presentazione ci sono stati diversi intoppi che hanno limitato la possibilità di mostrare il corretto funzionamento del primo telefono modulare. Dopo essersi avviato, infatti, il telefono si è bloccato, quasi come se fosse congelato. Il team di sviluppo ha tentato più volte di fargli superare la schermata d’avvio ma con scarsi risultati. Insomma non una dimostrazione al 100%, tuttavia trattandosi di un prototipo ha comunque permesso di ammirare i progressi effettuati dal Project Ara. Eremenko nel corso della dimostrazione, ha lanciato una sfida agli sviluppatori, offrendo un premio di 100.000 dollari a chiunque sia in grado di creare un modulo che consente al telefono di fare qualcosa che nessuno smartphone abbia mai fatto prima.

L’uomo ha continuato la presentazione, riprendendo le affermazioni fatte dalla critica, la quale sostiene come sia praticamente impossibile creare uno smartphone modulare che le persone vogliano compare. Alle quali l’uomo ha risposto dicendo che il primo obbiettivo del Project Ara è stato di trasformare quelle parole di impossibilità in numeri. Infatti Eremenko sostiene che se il problema viene quantificato, la sua squadra è in grado di dare il meglio per superare tali ostacoli.

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Attualmente i problemi tecnici sono relativamente pochi, ed il gruppo Ara si sta concentrando per risolverli il prima possibile. Il grattacapo principale è quello di implementare i nuovi modi per gestire il trasferimento dei dati dai moduli del telefono, attraverso interconnessioni capacitive e altri nuovi connettori. Inoltre Eremenko sostiene che Android dovrà essere modificato per supportare la modularità, e che sono previsti una serie di test stressanti, per verificare se il sistema operativo è abbastanza flessibile per garantirne l’utilizzo.

Non è mancato anche un piccolo spazio dedicato alle varie tipologie di moduli che si potranno acquistare per il proprio telefono modulabile. Tra questi troviamo un comodo portachiavi, una fotocamera molto costosa e un modulo per la visione notturna. Il team Ara si sta occupando anche della progettazione di una batteria più potente, pur avendo un ciclo di vita inferiore, rispetto alle batterie standard. Infine abbiamo potuto vedere anche i vari disegni delle potenziali nuove scocche del modulo per il telefono. Queste sono state realizzate con una stampante 3D che stampa 50 volte più veloce di una normale stampante 3D. Un dispositivo per gli sviluppatori potrebbe essere già rilasciato in autunno.

Concludo con le parole dette da Eremenko:

“Ragazzi questo sarà molto difficile, ma abbiamo intenzione di realizzarlo insieme.”

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