Dove può arrivare Amazon?

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Quando Jeff Bezos ha lasciato il suo lavoro, nel campo della finanza, trasferendosi a Seattle, 20 anni fa, per iniziare una nuova impresa ha affittato una casa con un garage, paragonabile a quelli nei quali sono nate aziende del calibro di Apple e HP. Anche se ha iniziato a vendere libri, ha chiamato la società Amazon, perché un fiume gigante riflette perfettamente la portata delle sue ambizioni. Questa settimana, quella che ormai è divenuta una delle principali società di e-commerce al mondo, ha presentato il suo primo smartphone, che la stessa Amazon considera come un dispositivo di comunicazione e una piattaforma di shopping ancor più flessibile, dunque un modo per raccogliere dati sulle persone così da rendere ancora più accurate raccomandazioni del prodotto, ormai un marchio di fabbrica della società di Bezos. Ma la domanda che sorge spontanea è: quanto realmente può spingersi in avanti una società come Amazon?

Amazon ha uno dei più imponenti sistemi di distribuzione fisica del mondo, anche se si è ramificata in cloud computing, e-book, video streaming e download di musica. C’è l’unità giusta per una quota di mercato rispetto a profitti immediati. E c’è la sensazione, un po’ inquietante, che Amazon sa troppo sui suoi utenti, a tal punto da capire in anticipo quello che desiderano. Finora il suo appetito insaziabile ha aiutato i consumatori; ma come si cresce in dimensioni e potenza, tanto si cresce nella possibilità di fallire, soprattutto se ci si spinge oltre l’orizzonte prestabilito dalla propria filosofia. Molte cose che, ad oggi, il mondo, prende per scontato sono stati introdotti proprio dal signor Bezos.

La semplice digitazione del proprio numero di carta di credito in un browser web, una volta, era considerato un segno di follia, fino a che Amazon non ha mostrato quanto sia facile e sicuro l’acquisto di qualsiasi cosa online. Oggi il mercato mondiale dell’e-commerce vale 1.500 miliardi dollari questo grazie alla piccola grande rivoluzione filosofica e morale che Jeff Bezos ha imposto al Web, poi divenuta una normalità. Amazon ha anche favorito l’emergere delle recensioni clienti. Questo infastidisce ancora alcuni professionisti, poiché credono che si possa aggirare facilmente il mezzo con dei piccoli rimedi. Ma nel complesso forniscono preziosi consigli per gli acquirenti. Oggi, tutto, dalle applicazioni agli alberghi, fino ad arrivare ai semplicissimi tubi per il bagno, può essere valutato online, e chi non ha le recensioni viene visto con occhio negativo dall’utenza.

Poi ci sono le industrie che ha capovolto, anche queste rivoluzionate nel loro insieme. La prima è sicuramente quella dell’editoria, dunque libri e riviste. Il grande cambiamento si è visto nel momento in cui sono stati inseriti i primi e-reader, ne 2007, dispositivi adatti alla lettura, con un parco libri dedicato e ottimizzato per un’esperienza che solo chi l’ha provato, aldilà dei gusti personali, può comprenderne la bellezza. Il Kindle è facile da usare e ha permesso di mettere fine alla fame di lettura che gli utenti avevano, scaricando, immediatamente dopo l’acquisto, il libro sul dispositivo. Amazon ha anche sperimentato un nuovo modello di cloud computing. L’opzione per affittare, piuttosto che acquistare, la potenza di calcolo, ha notevolmente ridotto il costo e la complessità dei svariati servizi che vi erano all’epoca. Ad oggi, i servizi cloud di Amazon sono utilizzati da start-up, tra cui Netflix, Instagram, Pinterest, Spotify e Airbnb, e hanno generato una nuova industria.

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Apple è sicuramente conosciuta meglio come azienda innovatrice, grazie anche alla figura, quasi sacra, del suo padre fondatore Steve Jobs, ma Amazon non è da meno, grazie al grande impatto che ha avuto sul funzionamento del mondo digitale, oltre che di quello reale, rivoluzionando la vita degli utenti e dei consumatori. Le sperimentazioni, però, non terminano qui. Amazon non è vincolata da un immagine particolare che la sottoscrive e, quasi in segreto, si sta dedicando alla ricerca e sviluppo di servizi Web, di robotica e prodotti per film e televisioni. Insomma, prosegue rapidamente il proprio operato, non perdendo neanche un secondo a riflettere su ciò che è possibile e ciò che non lo è. Amazon ci prova, se fallisce ne sarà consapevole, ma se riesce a vincere la sfida può rivoluzionare nuovi e più importanti mercati, per il proprio ed il nostro futuro.

Forse la più grande preoccupazione per Amazon è, paradossalmente, una conseguenza della sua visione a lungo termine. E ‘difficile competere con una società i cui azionisti non si aspettano di realizzare un profitto. La sua vasta scala e la volontà di operare a zero, o con margini negativi, rappresentano delle elevate barriere all’ingresso per i potenziali concorrenti. Questo non potrà andare avanti per sempre, prima o poi la bolla deve scoppiare. La preoccupazione è che Amazon stia semplicemente aspettando i rivali, che piano piano si fanno fuori dal mercato, prima di aumentare i suoi prezzi. Se ciò accadesse, sarebbe l’occasione giusta di fare guadagni per un’altro membro del settore, come Alibaba, e alcuni investitori potrebbero rimpiangere i ricavi di Amazon che mai sono arrivati.

Il nuovo Fire Phone, però, rappresenta il passo fondamentali per l’inizio di una nuova strada da intraprendere, ovvero entrare in modo massiccio nel settore dell’informatica, dove c’è sicuramente concorrenza, ma nel quale vi si possono trovare numerose sorprese. Il tablet, lanciato qualche anno fa, è stato l’esempio di come il mercato può essere facilmente manipolato, semplicemente mettendo un dispositivo di livello nettamente elevato, quindi al pari dei vari iPad e Samsung Galaxy Tab dell’epoca, ad un prezzo ridotto. Grazie a questa mossa, Amazon si è garantita la propria nomea nel mondo dei tablet che, soprattutto in ambito Android, è definita un punto di riferimento per la concorrenza.

La sfida sta nell’innovare, con concretezza e lungimiranza, ma questo Jeff Bezos lo sa.

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