Il Pentagono vuole rendere gli utenti della Rete anonimi

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Ad oggi, se si desidera utilizzare Internet, magari in modo del tutto privato e personale, facendo a meno dello spionaggio che viene effettuato da agenzie come la National Security Agency, bisogna affidarsi a programmi come Tor, ormai famoso per essere quasi invalicabile da hacker ed esperti. Strutturato per essere isolati e amato per la sua efficacia, Tor è già di per se un’ottima arma da sfoderare, ma anch’esso non è del tutto sicuro, o almeno non in tutti i casi. Infatti alcuni computer, anche se possono scaricarlo, vengono comunque visualizzati come utenti. Il pratica l’utente non ha la possibilità di passare attraverso i sistemi di criptaggio che Tor ha inserito in alcuni suoi server, lontani da quelli di navigazione, che vengono chiamati all’ordine prima di accendere il programma e metterlo in funzione. La stessa NSA ha provato per anni ad entrare nel sistema di Tor, ma a parte qualche grande buco nell’acqua, non sono riusciti a trovare nulla, anche avendo tecnologie superiori a quelle del resto della Rete.

La problematica che, secondo l’agenzia di spionaggio statunitense, affliggerebbe Tor è il fatto che potrebbe attirare terroristi, criminali e trafficanti di esseri umani, oltre ad altre centinaia di schifezze che, purtroppo, accadono in questo mondo. Ovviamente questa affermazione è stata costruita per incutere terrore a politici e personaggi di spessore, non solo degli Stati Uniti, ma anche di tutto il mondo, provando a mettere tutti sotto scacco e a proseguire le missioni di spionaggio, che non riescono a svolgere con Tor. Il Pentagono stesso si chiama fuori da questa idea e ha comunicato che l’esercito sta lavorando su una nuova generazione di strumenti per l’anonimato in Rete, ancor migliori, per integrare e sostituire Tor.

Il DARPA, il famoso laboratorio di ricerca high-tech del Pentagono, ha iniziato a lavorare sull’anonimato circa quattro anni fa, attraverso il programma Safer Warfighter Communications, una collezione di strumenti progettati per contrastare liste nere, il reindirizzamento e filtraggio dei contenuti. Il programma copre diversi progetti dedicati all’anonimato, ivi compresa la cifratura all’avanguardia e un progetto chiamato Service-Oriented Architecture Netcoded per l’anonimato tattico dedicato alle guerre, definito in sigla SONATA.

I dettagli sul progetto SONATA sono molto sterili e sottili, ma un ricercatore che ha familiarità con questo lavoro comunica che potrebbe essere il vero e proprio concorrente di Tor. Come Tor, SONATA potrà contare su una rete di volontari distribuita in tutto il globo, ma con la differenza dello smistamento delle reti degli utenti, moltiplicando e differenziando in modo casuale gli indirizzi e i dati sul traffico.

NSA

Il DARPA sta anche investendo su un progetto chiamato Curveball, un sistema di “richiamo di routing” sviluppato da Raytheon BBN Technologies, che consente di far finta che si sta navigando su un sito sbloccato, quando si è in realtà su Facebook, Twitter, siti di posta elettronica e qualsiasi altro collegamento sensibile per i dati e la privacy. Curveball utilizza un trucco ingegnoso che richiede una certa collaborazione dai fornitori di Internet amichevoli. I fornitori dovrebbero installare un router Curveball in tutte le loro reti. Gli utenti, solo ed esclusivamente con il client Curveball, potrebbero portare le persone a crede di stare navigando su un sito, mentre in realtà ci si trova in tutt’altro luogo. Questo inganna gli spioni e li immette su una pista sbagliata.

A differenza di Tor, Curveball non protegge l’identità dell’utente. Tuttavia, potrebbe essere utilizzato per entrare in Tor in quei paesi in cui non è possibile, per leggi governative restrittive, navigare in rete senza il controllo dello stato, come accade in molti paesi del Medio Oriente. La sorveglianza dei governi e le censure sono in crescita in tutto il mondo. Paesi come la Cina, la Corea del Nord e l’Iran esercitano il controllo ossessivo su ciò che le persone possono fare on-line, mentre le leggi sono sempre più severe in posti come la Turchia e il Kazakistan. La censura di Internet è stata una delle prime mosse dei militari tailandesi dopo la presa in consegna del governo, a maggio.

Alla NSA, alle altre agenzie di spionaggio del mondo e ai governi, però, resta ancora poco tempo per spiare, perché la rivoluzione informatica sull’anonimato in Rete è in arrivo, e più si procede in avanti e migliori e sempre meno invalicabili saranno le tecnologie di criptaggio.

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