Il GCHQ intercetta gli account Facebook, Twitter e Google in UK

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Proprio in mattinata abbiamo rilasciato un articolo che spiega come le tecnologie anti-spionaggio stiano prendendo sempre più piede, colpa anche del Datagate e delle svariate notizie che arrivano da tutto il mondo sulla mancanza di privacy che, ormai, gli utenti non hanno sul Web. Tra le organizzazioni di spionaggio collegate proprio al Datagate, svelato dall’ex agente della National Security Agency, Edward Snowden, troviamo il GCHQ, con sede in UK e relativi compiti istituzionali che vi vengono affidati, almeno a detta dei protagonisti, per proteggere il paese da attentati e criminalità organizzata, oltre che guerre e cyber-attacchi. Sono molti i rapporti che la NSA e il GCHQ hanno sviluppato e portato a termine insieme, che li ha visti colpevoli di aver ‘bucato’ i sistemi di Yahho e Microsoft. Oggi ci arriva una nuova notizia proprio sull’agenzia di spionaggio inglese, che metterebbe in discussione il lavoro messo in atto negli ultimi anni.

A spifferare tutto questa volta ci ha pensato un membro dell’agenzia, che è stato costretto a vuotare il sacco in vista di alcune domande sulla sicurezza nazionale. La testimonianza parla di veri e propri controlli di massa effettuati sugli account UK di Facebook, Twitter, Google e YouTube, che sarebbero consentiti dalla legge a causa della loro classificazione come “comunicazioni esterne“. Il rapporto, reso pubblico nell’ambito di una sfida legale da numerose organizzazioni per le libertà civili contro il governo, classifica queste comunicazioni esterne come quelle inviate e ricevute al di fuori delle “isole britanniche”, indipendentemente dal fatto che passino attraverso le isole britanniche durante il transito.

I dati di Google, e degli altri più grandi centri di servizi Web, si trovano generalmente all’interno degli Stati Uniti e altrove in Europa, ciò significa che una ricerca fatta da un utente di Internet nel Regno Unito è praticamente sempre intercettata, poiché il segnale ai server deve uscire fuori dal paese e tornare nello stesso nel momento in cui si hanno i risultati di questo input dato. La risposta di Google alla ricerca sarebbe quindi inviato dal server oltreoceano, classificandosi come “comunicazione esterna”. Ai sensi del regolamento di Investigatory Powers Act, tali comunicazioni possono essere ricercate, lette e ascoltate indipendentemente dal fatto che vi siano motivi di  una sospetta irregolarità. A differenza dei sistemi della NSA, però, queste comunicazioni non possono essere ricercate attraverso l’utilizzo di parole chiave o termini che menzionano una persona britannica specifica: quindi la ricerca di massa e non verso i singoli.

GCHQ at Cheltenham, Gloucestershire

Il centro operativo del GCHQ nel Regno Unito

L’organizzazione Privacy International e altri gruppi per i diritti civili hanno presentato una denuncia legale contro GCHQ, il mese scorso, sul presunto utilizzo di strumenti di hacking per infettare i computer e smartphone con software dannosi, che potrebbero dirottare a distanza le telecamere e i microfoni degli utenti, senza però il loro consenso. L’estensione delle capacità del GCHQ è stata rivelata nei documenti trapelati da Edward Snowden, che specifico come GCHQ e NSA stanno utilizzando il malware per condurre la sorveglianza verso l’utenza mondiale, i quali sono molto più efficaci di altri mezzi. L’unico piccolo problema è che non si sa, per certo, in che misure vengano utilizzati questi mezzi.

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