Anche i Google Glass per la riabilitazione di un tetraplegico

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La wearable technology rivoluzionerà il nostro modo di approcciarci alla tecnologia. Probabilmente ci vorrà ancora un po’ di tempo, ma è indubbio che il potenziale che i device indossabili offrono è immenso e con campi di applicazione smisurati.

Per ora un ambito florido nel mostrarci capacità, possibilità e perché no, anche limiti, di queste nuove tecnologie è sicuramente quello medico. Dopo diverse operazioni riprese e mandate in diretta attraverso i Glass per vari scopi, è arrivata l’iniziativa di una startup americana, la Drchrono, che ha sviluppato un’applicazione che consente al medico di avere sempre sotto controllo la cartella clinica dei propri pazienti e condividere con loro dati e informazioni attraverso un servizio Cloud.

L’Italia, nonostante i Google Glass non siano ancora in commercio in Europa, non si è fatta trovare impreparata. Ha già sperimentato l’utilizzo degli smartglasses in sala operatoria all’istituto clinico Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano, per consentire, durante un corso di Emodinamica e Cardiologia interventista, di ricevere in diretta da una sala operatoria i vari passaggi svolti dal chirurgo.

Ma cosa accadrebbe se i Google Glass fossero indossati da un paziente tetraplegico, che muove poco le braccia e per niente le gambe, quando dopo anni in carrozzella sperimenta una tecnologia avanzata per tornare a camminare?

All’Ospedale Villa Beretta di Costa Masnaga in provincia di Lecco, in un centro di robotica avanzata per la neuroriabilitazione, si sperimentano nuove tecnologie, si usa la realtà virtuale per riabilitare la mente e il corpo dei pazienti. E’ qui che gli esoscheletri diventano nuove gambe per chi non riesce più a muovere le proprie. Per permettere ai pazienti con lesioni midollari che li indossano di rimettersi “in piedi”, di riprendere a decidere come e quando tornare a muovere i primi passi, per arrivare a camminare anche 10 chilometri.

Nel giardino di Villa Beretta, il protagonista del racconto, Antonio Cavalli, tetraplegico, indossa il suo esoscheletro, i suoi Google Glass e, semplicemente, si alza. E mentre lo fa condivide la sua nuova percezione del mondo con i medici, i fisioterapisti, gli infermieri, i parenti, in modo che tutti possiamo essere partecipi del suo momento.

I Google Glass partecipano e diventano protagonisti dei progressi di Antonio. Tramite l’interfaccia vocale degli smartglasses si rivelano compagni ideali per le persone che durante la terapia riabilitativa con l’esoscheletro – dovendo impegnare le mani per appoggiarsi alle stampelle – vogliono essere facilitate nelle dinamiche relazionali.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione tra l’ospedale, Rokivo e Vidiemme, tutte aziende italiane in prima linea per la sperimentazione e l’utilizzo delle tecnologie indossabili.

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