Watch Dogs: la recensione

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In una società all’avanguardia e tecnologicamente avanzata come la nostra, dove i pc, internet e i device elettronici, quali console, tablet, smartphone, e lettori musicali la fanno da padrone, il nuovo titolo Ubisoft non può che intercalarsi alla perfezione. La connettività è tutto, tutti siamo collegati in un vasto sistema di identità e segreti di cui solo poche persone possono venire a conoscenza, se adeguatamente attrezzate. Ormai internet, i social network, la tecnologia stessa, sono così profondamente radicati nelle nostre vite e nel nostro essere che non potremmo più farne a meno qualora venissero a mancare. Noi non ce ne accorgiamo, eppure siamo ormai incondizionatamente e irrimediabilmente assuefatti ad essi. Ma immaginate un attimo di avere il pieno controllo di tutto questo, dell’intera rete di informazioni, di ogni singolo abitante e dei loro segreti, di ogni singolo dispositivo elettronico. Tutto a portata di mano, in un piccolo smartphone. Che cosa fareste? Lo usereste per fini nobili, per il vostro tornaconto personale, o semplicemente per sovvertire un sistema corrotto da fin troppo tempo? Sareste un giustiziere mascherato che opera al servizio del bene o un hacker disposto a tutto pur di ottenere ciò che vuole? Saranno queste le scelte morali che dovrete operare in Watch Dogs: nelle mani un enorme potere, capace di grandi cose, sta solo a voi decidere come sfruttarlo e come comportarvi.

Ma diamo un veloce sguardo al background. Il titolo ha avuto un percorso di sviluppo molto travagliato, caratterizzato da rinvii, ritocchi e downgrade grafici. Sta di fatto che il prodotto finale che abbiamo avuto in mano sembra molto diverso da quel gioco quasi visionario, stupefacente a livello tecnico e grafico, che venne mostrato anni fa all’E3 2012. Dopo un anno intero di news, rumors ed aggiornamenti, forte di una campagna pubblicitaria efficace ed aggressiva, ecco che il titolo si mostra di nuovo in tutto il suo splendore all’E3 2013 con una data di rilascio prevista per fine 2013. Data che non viene rispettata, dato che il gioco viene inizialmente rimandato ai primi mesi della Primavera 2014 e successivamente al mese di Maggio, precisamente il 27 Maggio 2014. Sono ormai passati 2 anni dal primo annuncio e, ora che il gioco è stato rilasciato, possiamo tutti quanti saggiarne la qualità. Noi lo abbiamo provato, abbiamo testato la versione PlayStation 4, e ne siamo rimasti mediamente soddisfatti. Se non avete ancora acquistato il titolo e volete farvi un’idea generale, questa recensione potrebbe fare al caso vostro.

In questo mondo di hacker

In una Chicago avveniristica, in cui la connettività è tutto ha luogo la nostra storia, una storia di vendetta, rimpianti, segreti e criminalità. In seguito ad un grande colpo informatico andato male, il nostro protagonista, Aiden Pearce, attira le attenzioni di una organizzazione criminale che opera all’oscuro della società, che inizia a braccarlo e tenta di eliminarlo. Ma a pagare il prezzo delle azioni del protagonista è una persona a lui molto cara, sua nipote. Durante un attentato ai danni di Aiden, infatti, la sua innocente nipotina perde la vita. Tutta la trama ruota attorno a questo: Aiden decide di trovare i responsabili e di vendicarsi per poter placare i suoi sensi di colpa e la sua sete di vendetta. Questo darà il via ad un susseguirsi di eventi che porteranno allo sviluppo di una trama non troppo originale, che fatica a decollare, piuttosto semplice e anche abbastanza prevedibile. Quest’ultima risulta piuttosto matura dal punto di vista dei contenuti e dei temi trattati, non adatta quindi ad un pubblico di più piccoli. Non ci sono grandi scelte da compiere a livello narrativo, il tutto sarà abbastanza lineare e guidato, eccetto che per la parte finale, in cui verremo messi di fronte ad una scelta, scelta importante per la pace interiore del nostro protagonista.

Aiden Pearce è un hacker, un criminale informatico che tenta di tirare avanti rubando i segreti e i conti in banca delle persone ignare di tutto. Aiden è un anti-eroe, l’emblema dell’uomo che pensa solo a se stesso, ai suoi guadagni a danno degli altri, disposto a tutto pur di ottenere ciò che vuole, pur di arrivare dove vuole, colui che ha fatto de “il fine giustifica i mezzi” la sua filosofia di vita. Risulta tanto umano, tanto imperfetto, quanto complesso e ben caratterizzato. Riusciremo a sentire le sue sofferenze, le sue paure, il dissidio interiore che lo tormenta dopo la morte della nipote, unico mordente che ormai lo spinge nella ricerca del colpevole. Se il protagonista risulta ben caratterizzato e dotato di un certo spessore, stessa cosa non si può purtroppo dire dei personaggi secondari. Questi ultimi hanno sì delle personalità e del carisma, ma il più delle volte restano “dietro le quinte”, e non vanno incontro al processo di maturazione che ci saremmo aspettati. Risultano dunque dei personaggi a metà, piuttosto marginali, incompleti.

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Promesse non mantenute

Gli sviluppatori del gioco si erano inizialmente posti l’obiettivo di innovare e rivoluzionare del tutto il termine e il concetto di open world, in modo da andare oltre i limiti a cui siamo normalmente abituati e offrirci un vero assaggio di quella che dovrebbe essere la next-gen. Purtroppo non è andata proprio così. Occorre innanzitutto aprire una piccola parentesi e specificare che non possiamo parlare di un vero e proprio titolo next-gen bensì di cross-gen, considerato che il gioco è disponibile sia su console di nuova generazione che vecchia. E questo è stato un grande limite, a nostro avviso. Di next-gen ha veramente poco, essendo infatti praticamente uguale alla versione old-gen per quanto riguarda gameplay, contenuti e meccaniche di gioco, vantando solamente un comparto grafico e tecnico leggermente migliore su piattaforme di nuova generazione. Chiusa parentesi, sono stati presi dei modelli e sistemi di base di alcuni tra i maggiori esponenti del genere – qualcuno ha detto GTA? – e sono stati sapientemente farciti da una serie di elementi innovativi che possano portare un po’ di freschezza al titolo. Il risultato è un sandbox open world arricchito da alcune piccole innovazioni e scelte di gameplay. Siamo quindi ben lungi dal definirla una vera e propria “rivoluzione” del genere, però c’è pur sempre qualcosa di nuovo. E questo qualcosa di nuovo è l’hacking, l’elemento cardine, il cuore del gioco.

Con un semplice e veloce gesto e grazie ad uno smartphone tecnologicamente avanzato, Aiden può controllare il CtOS, ossia il Central Operating System, il sistema di controllo operativo che gli permette di controllare a suo piacimento l’intera città: cambiare i semafori, far alzare i dissuasori mobili, far sollevare i ponti, far scoppiare le tubature, hackerare telecamere e sistemi di sicurezza per spiare dentro le case delle persone e persino conoscere segreti e informazioni di ogni singolo cittadino.Ogni singolo NPC ha un nome, delle caratteristiche, dei segreti, un background ben dettagliato e un’occupazione. Per scoprire tutto ciò ad Aiden basterà utilizzare il suo smartphone e profilare il malcapitato di turno, con la possibilità di rubare anche un ricco conto in banca. Grazie allo smartphone, inoltre, si potrà effettuare un minuzioso studio degli ambienti di gioco, soprattutto nelle più delicate fasi di infiltrazione. Avremo il perfetto controllo di una buona parte degli elementi dello scenario e potremo districarci anche nelle situazioni più difficili fino ad avere la meglio sui fixer o i poliziotti di turno. Oltre a questo, potremo utilizzare il nostro smartphone come piattaforma ricreativa e multimediale, attraverso la quale controllare e organizzare tutti gli elementi del gioco. Potremo visionare i progressi di gioco, le statistiche, gli alberi delle abilità, i contratti da fixer, i contratti online, comprare mezzi di trasporto, ascoltare musica, e anche intrattenerci con alcuni trip digitali o giochi di realtà aumentata.

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Dura la vita del fixer

La città di Chicago è il nostro parco giochi e campo di battaglia. La città è grande, densa, viva, brulicante di vita, riprodotta fedelmente e alla perfezione. A nostra disposizione una grande varietà di mezzi con cui spostarci e di armi da fuoco e accessori che ci permetteranno di farci largo tra i vari nemici che si metteranno sulla nostra strada. Buona la personalizzazione del personaggio grazie alla presenza di un guardaroba vario e corposo caratterizzato da una buona quantità e varietà di modelli, colori e motivi. Avremo un buon controllo del personaggio che può scattare, scavalcare ostacoli e scalare piccole alture. Il risultato è un sistema di movimento simil-Assassin’s Creed ma che più si adatta al tema del gioco, impedendoci, per esempio, di scalare interi grattacieli. Curiosa e particolare è la mancanza della possibilità di saltare. Parole non tanto dolci abbiamo invece per il sistema di guida, uno dei maggiori punti deboli del gioco, che può risultare poco preciso e alla lunga anche abbastanza frustrante, soprattutto durante gli inseguimenti più concitati. Dal punto di vista del gameplay il gioco presenta una buona versatilità grazie alla possibilità di affrontare ogni situazione in maniera diversa: avanzare in maniera aggressiva con fucili d’assalto e granate, o preferire un approccio più stealth e muoversi in maniera furtiva, eliminando i nostri nemici in maniera silenziosa o addirittura facendoci beffe di loro e aggirandoli. Abbiamo quindi delle sezioni stealth ben implementate ma con un sistema di coperture che a volte può risultare poco preciso e un po’ deficitario. In tutto questo abbiamo un’IA piuttosto buona che il più delle volte metterà a dura prova le nostre abilità. Ciò ne determinerà un livello di sfida ben calibrato e abbastanza soddisfacente. A sostegno di tutto ciò avremo un sistema di crescita del personaggio tramite leveling by exp e dei ricchi e complessi skill tree che permetteranno di imparare diverse nuove abilità in modo da poter fronteggiare al meglio ogni situazione.

Il gioco vanta una longevità di tutto rispetto grazie ad una modalità storia completabile in circa 10-15 ore e una grande quantità e varietà di collezionabili, incarichi secondari e minigiochi, che possono spingere la durata del titolo fino alle 30-50 ore complessive. Le missioni della trama non risultano particolarmente ispirate, anche se alcune sono veramente interessanti e divertenti, mentre stessa cosa non si può dire degli incarichi secondari che a lungo andare posso risultare parecchio ripetitivi e tediosi. Contratti da fixer, convogli criminali, covi della banda, crimini rilevati, indagini di vario tipo e molto altro ancora. Pur essendoci una buona varietà e quantità di incarichi secondari, però, molto spesso si risolveranno nell’andare dal punto A al punto B, hackerare il punto C, penetrare nel punto D et cetera. Particolarmente interessanti e divertenti si rivelano invece i minigiochi, i trip digitali e i giochi di realtà aumentata. Alcuni di essi sono talmente ben curati che vanteranno un proprio skill tree. Potremo giocare a scacchi, d’azzardo, o al gioco alcolico, potremo concederci qualche trip digitale e saltellare tra i palazzi su degli enormi fiori psichedelici giganti o guidare una macchina infernale corazzata ed investire dei demoni, o ancora intrattenerci in giochi di realtà aumentata e combattere un’invasione di alieni tramite speciali armi al plasma. Parecchio interessante e stimolante è infine la componente multiplayer-online. Una modalità online che si mescola sapientemente alla single-player senza eccessivi tempi di caricamento, che non determina un distacco troppo netto, facendo risultare il tutto piuttosto fluido, rappresenta uno degli elementi più coraggiosi del titolo. Potremo accedere al matchmaking online tramite il nostro smartphone e selezionare una delle modalità disponibili nella voce “contratti online”. Pedinamenti, hacking, corse automobilistiche, e gare a “cattura la bandiera” saranno le diverse modalità che potranno intrattenerci durante un’altra bella fetta di ore.

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Falle nel sistema

Come abbiamo già accennato in precedenza, Watch Dogs venne inizialmente presentato da parte di Ubisoft come un prodotto rivoluzionario e come primo vero gioco next-gen. Purtroppo, come abbiamo potuto vedere, next-gen non è proprio il termine adatto, e ciò è ravvisabile anche e soprattutto nel comparto tecnico.Tecnicamente parlando, ci attestiamo su buoni livelli, attenzione, anche perché si tratta pur sempre di un gioco open world, esplorabile in lungo e in largo. Anche se, a lungo andare, il gioco può presentare alcune lacune e risentire pesantemente del suo essere cross-gen. A causa di quest’ultimo fattore, infatti, gli sviluppatori non si sono potuti concentrare maggiormente sulla versione next-gen e non hanno avuto modo di spremere al massimo le potenzialità della console. Il risultato è un comparto tecnico che fa acqua, ma non da tutte le parti. Di certo non è all’altezza di quello che ci saremmo aspettati dal “primo vero titolo next-gen”. Il gioco gira a 900p e 30fps, donandoci un frame rate di tutto rispetto che solo in alcuni rari casi scende al di sotto dei 30 fotogrammi per secondo, e una quasi costante fluidità di gameplay. L’immagine di gioco risulta quasi sempre abbastanza pulita, senza troppe sbavature e generalmente priva di qualsiasi effetto di aliasing. Buoni i giochi di luce, gli effetti particellari, la cura per i dettagli. Le texture sono il più delle volte di buona fattura e il gioco vanta degli ottimi modelli poligonali. Purtroppo però le cose non sono tutte rose e fiori, infatti il gioco risulta afflitto da diversi bug, casi di eccessivi effetti di ragdoll, compenetrazioni poligonali, e una fisica generale che non è proprio tra le migliori. Spesso ci ritroveremo a correre ad elevatissime velocità, scontrarci contro degli ostacoli e rimanere all’interno della vettura, senza aver riportato alcun danno fisico.

Dal punto di vista grafico abbiamo un level design molto ben curato, ricco di particolari, afflitto tuttavia da una certa ripetitività di fondo. Gli scenari sono infatti più o meno sempre gli stessi: ambienti urbani sovrastati da grattacieli, agglomerati industriali, una zona rurale e qualche parco naturale qua e là. Ma questo fa parte anche della fedeltà con cui è stata ricostruita la città di Chicago.

Parliamo infine del comparto sonoro che risulta essere di buona qualità. Buona la localizzazione, doppiaggio in italiano di buona fattura, con un alto livello di recitazione, soprattutto per quanto riguarda i doppiatori dei personaggi principali del gioco, tra cui spiccano i nomi di Claudio Moneta e Gianluca Iacono. Avremo un’intera playlist di brani a disposizione, completamente personalizzabile, che ci permetterà di ascoltare ciò che vogliamo, quando e dove lo vogliamo. Ottima la colonna sonora, ricca di tanti brani originali che spaziano tra i vari generi, dal Rock all’Elettronica, dal Jazz al Punk, dall’ Hip-Hop al Blues.

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  • Luigi Catanoso

    Valutazione personale del gioco: 6; valutazione personale dell’articolo: 9. Complimenti a Marco per l’ottima recensione.