Path cambia tutto: ora come Snapchat

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Path, nato in origine come un network per condividere ricordi con la famiglia e gli amici più stretti, in modo da poterli raccogliere tutti insieme e memorizzarli nel servizio, ora cambia del tutto strada: diventa un servizio di messaggistica istantanea. Non si tratterà però di un’altra applicazione simile a Whatsapp per poter comunicare rapidamente con gli altri utenti, ma molto più simile a Snapchat, quindi un servizio con un meccanismo automatico di cancellazione dei messaggi inviati e ricevuti.

Il nuovo Path avrà dunque un funzionamento radicalmente diverso da quello attuale e presenterà una chat che, dopo pochissimo tempo, si eliminerà automaticamente, cancellandosi anche dai server dell’azienda. In questo modo ogni messaggio andrà irrimediabilmente perduto, stando a quanto ci dicono i dirigenti della compagnia.

Inoltre è stato chiarito che “a partire dall’11 giugno, qualunque cosa sia stata mandata attraverso i messaggi di Path rimarrà effimero per 24 ore – Questo significa che tutti i messaggi sono automaticamente rimossi dopo 24 ore dall’invio, compresi anche i messaggi vecchi”. Le precisazioni fatte dal team di Path non lasciano spazio a dubbi, dunque se l’utente dovesse essere interessato a conservare i messaggi, dovrà procedere a salvare il contenuto di essi manualmente prima dello scadere del tempo.

Una scelta coraggiosa quella del servizio Path, forse non molto conosciuto in occidente, ma sicuramente utilizzatissimo nei paesi asiatici ed orientali, tanto da essere considerato uno dei maggiori network al mondo. Questa improvvisa decisione potrebbe però suscitare non pochi malcontenti tra i clienti, dato che si tratta di una brusca inversione di marcia, che porta Path dall’essere un social molto statico ed incentrato sulla conservazione e condivisione dei ricordi, ad una sorta di servizio per comunicare in modo veloce e “usa e getta”, tipologia molto in voga in questo momento soprattutto tra i giovani, ma non da tutti apprezzata.

Si tratta di un cambiamento radicale, che mira a conquistare nuova clientela, magari più giovane e proprio nei paesi occidentali, anche a costo di perdere alcuni abbonati. Secondo voi ha fatto bene la compagnia a cambiare il proprio modello di business in questo modo? C’era forse la necessità di sconvolgere il servizio in questo modo? Fatecelo sapere nei commenti.

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