LG G3: focus sul display

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Durante la presentazione del suo nuovo top di gamma, Lg ha messo in luce i diversi aspetti che differenziano il G3 dal resto dei concorrenti sul mercato come il Galaxy S5 di Samsung o One M8 di HTC. Uno dei fattori trattati con maggiore enfasi è stato certamente l’ampio display IPS da 5,5″ con risoluzione QHD che copre il 76,4% della superficie frontale del prodotto. Nonostante un lieve aumento nelle dimensioni (146,3×74,6×8.9 – 149g) rispetto al predecessore G2 con diagonale da 5,2″, grazie ad alcuni accorgimenti seguiti in fase di progettazione il G3 dovrebbe garantire un’ esperienza d’uso paragonabile ad uno smartphone da 5,1″. Al netto di queste considerazioni ancora da verificare, il vero punto di forza dello schermo è certamente la risoluzione di 2560×1440 che permette a LG G3 di alzare l’asticella per quanto riguarda la densità dei pixel che ora si attesta alla notevole soglia di 538ppi. Per raggiungere un risultato di tale livello, la casa coreana è intervenuta direttamente sulla grandezza dei singoli pixel le cui dimensioni sono state ridotte del 44% se paragonati a quelli presenti in un display FullHD ed addirittura del 56% se messi in relazione ad uno HD.

LG G3 display

Ciò che ha guidato LG è stato il raggiungimento di un livello qualitativo paragonabile a quello offerto, ad esempio, nei libri d’arte le cui pagine sono generalmente stampate con una qualità di 270 linee per pollice pari ad una densità di circa 540ppi, ben al di sopra di quanto troviamo nei comuni magazine che si fermano a 220 linee per pollice con densità di pixel pari a 440ppi. Uno degli aspetti che la casa coreana ha voluto fin da subito sottolineare, pur senza citare il diretto interessato, è certamente il fatto che la famosa teoria dei 300ppi esposta da Steve Jobs nel 2010 in occasione del debutto di iPhone 4 e del display Retina è palesemente errata.

L’attuale gamma di iPhone rimane ancora legata a quella soglia di 326ppi ma l’introduzione degli schermi FullHd negli smartphone di ultima generazione delle altre case produttrici ha ormai da tempo superato tale livello. Naturalmente il numero dei pixel è solo uno dei fattori che determina la qualità di un display ma nondimeno risulta un buon parametro per valutarne la leggibilità. Per dimostrare come l’occhio umano sia effettivamente sensibile all’aumento di densità dei pixel, Lg ha quindi presentato alcune immagini che dimostrerebbero come, se la teoria di Jobs rispondesse al vero e “the human eye could only discern differences in display quality up to a maximum of 300ppi, then you wouldn’t be able to notice these differences in clarity and shapness between the images shown.”

Lg G3 display 3Caratteristiche tecniche di questo livello si riflettono inevitabilmente anche sulle altre componenti hardware dello smartphone che saranno ora impegnate a gestire una quantità decisamente maggiore di pixel con relative ripercussioni su prestazioni e durata della batteria. Ricordiamo che LG G3 è equipaggiato con un SoC quad-core Qualcomm Snapdragon 801 a 2.46Ghz (MSM8975AC) -come quello presente in Galaxy S5- che garantirà a G3 ottime prestazioni anche se probabilmente minori rispetto al concorrente, sempre in relazione al numero di pixel che sarà impegnato a muovere. Per delle valutazioni oggettive aspettiamo ovviamente i primi benchmarks.

La batteria sarà un’unità rimovibile da 3000mAh che grazie ad alcuni accorgimenti come adaptive framerate, adaptive clocking e adaptive timing control dovrebbe poter vantare un risparmio energetico del 20% rispetto al predecessore, risultato che allineerebbe l’autonomia del dispositivo a quella offerta dai concorrenti, arrivando a coprire senza troppe difficoltà la giornata di utilizzo. Ora la parola passa a voi, cosa ne pensate della mossa di LG? Credete che la scelta di puntare su uno schermo da 5,5″ con risoluzione QHD fosse ancora prematura?

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