Il Bayern è ancora Re, poker di titoli per Guardiola

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Borussia Dortmund – Bayern Monaco 0-2

Bayern: Neuer – Rafinha, Dante, Boateng, Lahm- Hojbjerg, Martinez – Kroos, Robben, Götze – Müller. All. Guardiola

Dortmund: Weidenfeller -Piszczek, Sokratis, Hummels, Schmelzer – Jojic, Sahin – Mkhitaryan, Reus, Grosskreutz – Lewandowski. All. Klopp

Arbitro: Florian Meyer

Marcatori: 107′ d.t.s. Robben, 120′ d.t.s. Müller

 

Sotto il cielo di Berlino, nello stesso stadio dove due mesi fa festeggiò la conquista del suo 24° titolo di Bundesliga, il Bayern Monaco vince anche la Coppa di Germania  superando 2-0 il Borussia Dortmund e mettendo in bacheca il quarto titolo stagionale. Di sicuro non sarà il miglior Bayern della storia in quanto a bellezza e spettacolarità ma certamente continua ad essere uno dei più vincenti anche sotto la guida di Pep Guardiola. Proprio il tecnico spagnolo ha riposto alle critiche di chi lo dava già per finito, mettendo in riga un Borussia Dortmund visto da molti come favorito anche per via delle numerose assenze dei bavaresi che tra infortuni e scelte tecniche hanno dovuto fare a meno di Thiago, Schweinsteiger e Mandzukic. La sua straripante esultanza fine gara, è la dimostrazione di quanto Guardiola creda nel progetto Bayern e di quanto voglia continuare ad essere il numero uno anche alla guida dei bavaresi. Stavolta la mano del tecnico si è vista e sentita fin dal fischio d’inizio quando il Bayern è sceso in campo con un inedito 3-4-3 dove sulle fasce laterali correvano Rafinha a sinistra e il giovane Hojbjerg a destra. Una mossa a sorpresa che ha spiazzato anche le intenzioni di Jurgen Klopp colto impreparato da un Bayern molto chiuso e pronto a ripartire in contropiede. La lezione impartita dal Real Madrid di Carlo Ancelotti in Champions League è stata imparata bene dai campioni di Germania che questa volta hanno deciso di badare al sodo lasciando al futuro (forse) esperimenti vari e possesso palla. Si rammarica invece tanto il Borussia Dortmund, che nella battaglia di Berlino (la pioggia incessante ha dato alla finale un sapore ancora più epico) non è riuscita ad esprimere in pieno il proprio valore. Il rammarico ancora più grande è senza dubbio la decisione dell’arbitro Meyer che non ha convalidato al Borussia la rete del vantaggio cambiando di fatto le sorti della finale.

La partita – Diciamo subito che il Bayern ha meritato di vincere la finale, perché nel compito dei 120′ ha condotto il gioco con abilità dimostrando di essere più squadra nei momenti decisivi. Anche se nel primo tempo l’occasione più grande capita sui piedi di Lewandowski, che spara alto da ottima posizione, nella ripresa i bavaresi hanno avuto in mano la gara sfiorando per due volte la rete prima su uno sciagurato tocco di Schmelzer che Weidenfeller ha salvato d’istinto e poi con Robben che ha regalato un paio di colpi dei suoi senza trovare mai la via della rete. La svolta della gara arriva però al 64’quando l’arbitro Meyer decide di non convalidare il vantaggio del Borussia firmato da Hummels. Il colpo di testa del centrale giallonero viene respinto da Dante oltre la linea ma nessuno dei 5 assistenti di campo è riuscito a vedere il gol. Il replay confermerà che il gol era regolare anche se Hummels nel corso dell’azione era finito in fuorigioco. Due errori nella stessa azione fatti purtroppo da uno dei migliori arbitri tedeschi. La gara scivola così ai supplementari dove è ancora il Borussia a sfiorare la rete con un grande destro del neo entrato Aubameyang. Giusto uno spavento però perché il Bayern al minuto 107 decide di far sua la gara e si affida per questo al genio di Arjen Robben che stende ancora una volta il Borussia (come accadde un anno fa a Londra) insaccando di sinistro un cross dalla destra di Boateng. Il Borussia non ne ha più e al 120′ Thomas Müller mette i titoli di cosa sul match sfruttando alla meraviglia un assist in profondità di Pizarro e saltando anche il portiere prima di gonfiare la rete. Il Bayern vince così la sua 17.a Coppa di Germania e Guardiola puó festeggiare il suo 18º titolo da allenatore. Forse il Tiki Taka non è morto, di sicuro questo Bayern fa ancora paura.

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