iTunes, Google, Amazon e Gameloft sotto inchiesta dell’AntiTrust

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Stando a quanto riferito nelle ultime ore, sarebbe stata aperta una inchiesta nei confronti di alcune delle società più importanti nel settore di vendita delle applicazioni da parte dell’AntiTrust, tra cui sarebbe presente anche iTunes della compagnia di Cupertino. I motivi che avrebbe spinto l’AntiTrust a cominciare le indagini sarebbero scaturite in seguito alle lamentele di alcuni consumatori, i quali si sarebbero trovati nella situazione di dover pagare per poter continuare ad utilizzare un app, che era stata scaricata gratuitamente dai servizi offerti dai portali.

L’AntiTrust è il sistema di norme giuridiche postulate per tutelare la concorrenza dei mercati economici, e che si occupa anche di salvaguardare il consumatore. Per questo motivo Giovanni Pitruzzella ha deciso di aprire questa indagine nei confronti di Google, Amazon, Gameloft e Apple (più precisamente iTunes). Queste società utilizzano il sistema del Acquisti-in-App, cioè un meccanismo che permette al utente di utilizzare un applicazione come se fosse in una specie di periodo di prova, dopodiché per continuare a godere del servizio offerto, si deve procedere con l’acquisto, in modo da sbloccare tutti i contenuti offerti dal produttore.

Il procedimento legale non è attualmente ancora iniziato, in quanto l’AntiTrust vuole prima raccogliere più informazioni per verificare che questo sistema sia realmente scorretto, anche se la Commissione del UE li considera altamente “ingannevoli”. Questo perché il fatto di pubblicare un applicazione free-to-play potrebbe rappresentare un raggiro, in quanto i consumatori potrebbero ritenere il servizio completamente gratuito. Inoltre l’AntiTrust si propone di cercare di comprendere se l’utente sia correttamente informato su questi “acquisti secondari” che l’utente sarà spinto ad effettuare in un secondo momento.

Questa notizia si aggiunge alla serie di vicissitudini che Apple sta affrontando nell’ultimo periodo, infatti dopo la causa anti-brocconsaggio e il patteggiamento di Gennaio, in cui ha dovuto risarcire una cifra pari a 32.5 milioni di dollari nei confronti di un gruppo di genitori americani, che in seguito all’abuso degli acquisti in-App da parte dei propri figli, hanno mosso una azione legale nei confronti della casa con la mela morsicata.

Da quanto comparso sul App Store, sembrerebbe che Apple stia cercando di tutelarsi il più possibile dall’ennesima causa legale, e che per evitare imbrogli ai consumatori abbia inserito sotto il pulsante “Gratis” la voce “Acquisti in-App”. Non resta che aspettare come si evolveranno i fatti.

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