Hyplane: l’Italia apre le porte al turismo spaziale

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Se il Grafene può far ben sperare per il futuro del mercato tecnologico, questo jet sarà sicuramente in grado di rivoluzionare il turismo. Progettato da Raffaele Savino, docente di fluidodinamica alla facoltà di ingegneria dell’università Federico II di Napoli, questo velivolo, chiamato Hyplane, sarà capace di sfrecciare a 5.000 km/h (quattro volte la velocità del suono) e arrivare a 70 km di quota. I sei passeggeri potranno godere di una vista della Terra più che unica, anche perché in una conduzione in assenza di gravità.

Per realizzarlo ci vogliono soldi, tanti soldi. Solo per il prototipo sono necessari ben 2 miliardi di euro. I partner ci sarebbero, come Piaggio Aero, la Bristol Spaceplanes Limited e la Bauhaus Luftfahrt.

Focus descrive così questo jet:

Ricorda vagamente il Concorde, ma con una linea moderna e dimensioni ridotte di oltre il 50%: sarà lungo 24 metri con 13 di apertura alare. Sarà un jet ipersonico con un motore a ciclo combinato (autoturboreattore), simile a quello montato sul Blackbird, il ricognitore della Lockheed che nel 1990 raggiunse i record di velocità (3.530 km/h) e quota (26 km) mai toccati nella storia dell’aeronautica. È un motore a due fasi: un turbogetto per decollare e raggiungere la velocità del suono, e uno statoreattore per superarla. Ma a differenza di altri velivoli ipersonici, “Hyplane” sarà meno ingombrante: con circa 25 tonnellate di peso al decollo, potrà decollare e atterrare nei comuni aeroporti e non produrrà boati assordanti.

Ci sono alcuni problemi da risolvere però, soprattutto per quanto riguarda i consumi.

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