Yahoo rispetta le promesse: Tumblr è ancora in buona salute

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Secondo il fondatore di Tumblr, David Kurp, il discusso passaggio della piattaforma di microblogging sotto il controllo di Yahoo non ha prodotto risvolti negativi ed anzi è stata di impulso per un ulteriore crescita. Ad un anno dall’acquisizione, le paure della vigilia circa un possibile ‘soffocamento’ da parte del colosso di Sunnyvale (come avvenuto con Flickr ad esempio) sembrano del tutto scomparse e nelle parole di Kurp si trova un rinnovato ottimismo in quanto Marissa Mayer, CEO di Yahoo, e più in generale la società ha “lived up to everything they promised”.

marissa mayerQuanto dichiarato da Kurp durante un intervista con il NYTimes fa da specchio a dati tangibili come l’aumento degli addetti coinvolti nel progetto Tumblr che sono raddoppiati raggiungendo ora quota 220 ed un considerevole incremento nel numero degli utenti che si attesta su un +22% rispetto allo scorso anno. Il passaggio di proprietà ha permesso a Tumblr di usufruire di un vasta rete di supporto sia a livello di infrastrutture che di know-how (non tralasciando l’aspetto finanziario ovviamente), senza tuttavia dover scendere a troppi compromessi riguardo l’autonomia gestionale e decisionale che secondo il fondatore è rimasta intatta.

Il patrimonio maggiore detenuto da Tumblr al momento è certamente il larghissimo numero di utenti attivi sulla propria piattaforma; l’incognita che rimane tuttora irrisolta è però il metodo ottimale per monetizzare questo database di informazioni senza contrariare il pubblico inserendo gli impopolari banner direttamente nei blog. I primi passi in questa direzione sono stati fatti con l’introduzione dei post sponsorizzati ma la strada da percorrere per trovare il giusto equilibrio tra profitti e consenso è ancora lunga e perigliosa. Vedremo in futuro se e come Tumblr sarà in grado di trovare la quadratura del cerchio per la felicità di tutti gli azionisti di Yahoo che per il momento sono ancora in attesa di risultati che giustifichino i 1,1 miliardi di dollari spesi per aggiudicarsi la piattaforma di microblogging.

 

 

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