Steve Jobs: la brutalità della Silicon Valley

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La Silicon Valley non è un posto facile dove lavorare e, in generale, tutte le aziende di tecnologia tendono a proteggere i propri interessi, e i propri segreti, tenendo da conto gli impiegati, di qualunque livello siano.

Un esempio è BlackBerry, che ha reagito non proprio bene al voltafaccia di Sebastien Marineau-Mes in un momento di crisi come questo: Marineau-Mes non è poco importante nell’azienda canadese, è il vice-presidente del software, e voleva abbandonare per andare a lavorare presso Apple. BlackBerry è dovuta ricorrere ad una clausola del contratto che impone agli impiegati sei mesi di anticipo per le richieste di licenziamento, bloccando di fatto il passaggio a Apple del proprio vice-presidente.

Non si comportò di certo meglio Steve Jobs, quando un impiegato di Google chiamò un ingegnere di Apple per assumerlo: l’impiegato di Google fu licenziato, per una specie di tacito accordo tra le due grandi di non belligeranza – o forse guerra fredda è meglio – e Steve Jobs rispose semplicemente con uno smile alla notizia del licenziamento, come dimostra lo screenshot sotto.

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Non c’è che dire: la vita dev’essere davvero dura, ma è anche giusto. La “guerra” tra le grandi aziende c’è sempre stata.

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