Last.fm: chiude il primo servizio di radio musica in streaming

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Dopo numerose avversità e difficoltà a resistere ad una concorrenza sempre più ostile, la rinomata società Last.fm chiude il proprio servizio di streaming musicale. Last.fm è nata nel 2002, e fin dalla nascita ha contribuito alla crescita di quello che oggi è un settore ampiamente sviluppato: quello musicale. Il servizio che viene offerto si basa su consigli musicali, attraverso monitoraggi delle canzoni ascoltate dal utente. In sostanza dopo una semplice registrazione del cliente, viene data la possibilità di ascoltare musica in streaming, e ogni volta che si ascolta un brano viene inviato un messaggio a Last.fm attraverso un sistema, detto scrobbler, con il quale viene segnalato il suddetto brano.

Con questa tecnica vengono registrate le canzoni ascoltate dall’utente, quante volte vengono riprodotte e per quanto tempo si ha seguito un determinato artista. Una volta che i dati sono stati elaborati, il servizio di streaming fornisce dei consigli musicali basandosi sui gusti della persona. Ad esempio vengono suggerite al fruitore del servizio, delle canzoni che hanno uno stile molto simile a quello del cantante o gruppo preferito. Infine viene data la possibilità di comunicare con altri utenti in tutto il mondo, partecipando alla community, si possono aggiungere tag ai brani, contribuire alle discussioni, aggiornarsi sulle ultime tendenze e scoprire tutti i segreti della propria cronologia di ascolto.

“Successivamente al rilascio del nuovo Last.fm Player all’inizio di quest’anno e dopo Last.fm’s, la collaborazione con Spotify per la riproduzione on-demand, abbiamo rivisto il servizio di abbonamento al fine di concentrarsi sulla nuova Last.fm Player e Last.fm’ s con un unica missione: consigli musicali di livello mondiale.”

Queste le parole dell’amministratore delegato Simon Moran in un email inviata a Mashable. Il CEO ha aggiunto che i cambiamenti del abbonamento riguardano solo un piccolo sottoinsieme di utenti di Last.fm e il nuovo Last.fm Player offre le stesso algoritmo e apre il servizio agli utenti di Last.fm in tutti i territori. Quindi Last.fm non chiuderà completamente ma manterrà un servizio di video riproduzioni sullo stile di YouTube e lo scrobbler, che garantirà al consumatore di creare playlist personalizzate per portare con se tutta la sua musica.

Last.fm è stato acquistato nel 2007  per 280 milioni di dollari da CBS, e ha lottato con l’avvento dei nuovi lettori musicali online come Spotify e Pandora. Quello dello streaming musicale è un business a basso costo che è molto difficile da mantenere, perché è un servizio che fornisce musica illimitata in cambio di un abbonamento periodico. A volte però le entrate sono minori delle uscite e diventa così facile spiegare perché Last.fm si sia trovata costretta a chiudere il servizio di streaming.

Lo stesso Spotify ha incontrato diverse avversità nel far girare i profitti, nonostante i rapidi guadagni che ha prodotto in pochissimo tempo.

In un post sul loro forum la società ha scritto:

“In dieci anni, il nostro obbiettivo è sempre stato quello di permettere alla persone di tutto il mondo di scoprire nuova musica con il minor numero possibile di limitazioni o restrizioni possibili. Tuttavia il paesaggio della musica è cambiato notevolmente durante quel tempo e siamo stati costretti a prendere alcune decisioni molto difficili che circondano i nostri principali prodotti e servizi. In risposta abbiamo scelto di concentrarci su ciò che pensiamo Last.fm sappia fare meglio: scrobbling, scoperta di nuova musica e raccomandazioni.”

L’applicazione di Scrobbler può essere scaricata gratuitamente sul proprio smartphone dal App Store del proprio sistema operativo.

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