Germania: Apple non rimborserà nulla ad IPCom

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Dalla Germania arrivano buone notizie per Apple: l’azienda con sede a Cupertino infatti non dovrà pagare 1,57 miliardi di Euro per risarcire IPCom, società che aveva fatto appello alla corte di Mannheim, in Germania, perché riteneva che Apple avesse violato un suo brevetto. Sì, peccato che si tratta di un brevetto generico ed importantissimo per i dispositivi con connessione 3G ed LTE: un metodo che permette di eseguire chiamate di emergenza, anche in caso di congestione della rete di comunicazione.

Inoltre sappiamo che IPCom aveva contestato tale brevetto anche ad altre importanti case come HTC, Nokia e Vodafone con il solo intento di spillare soldi a queste multinazionali. Spesso i tribunali riconoscono la ragione delle aziende, ma questo lungo iter costa comunque tempo, denaro e danneggia non solo le aziende, ma anche i consumatori. Tutto ciò è stato definito giustamente un grande troll e le società, dopo aver subito attacchi da parte di aziende come IPCom per diversi anni, alla fine hanno prevalso. Insomma, le “patent troll“, società create al fine di registrare migliaia di brevetti per poi chiedere soldi alle aziende che ne fanno uso, provocano danni ingenti e non sono adeguatamente punite, perciò continueranno a fare i loro sporchi interessi finché non sarà posto un limite a tutto questo.

Ultimamente le società preferivano accordarsi preventivamente con le patent troll per non incorrere in lunghi e dispendiosi processi in tribunale, ma è giusto che tale ingiustizia abbia fine e che ognuno possa svolgere il proprio lavoro senza essere leso da compagnie illecite. Così, dopo l’ennesimo tentativo di imbroglio, diverse multinazionali da tutto il mondo si sono riunite per chiedere all’Unione Europea di intervenire su questo scottante tema, ponendo dei rimedi affinché l’economia non venga danneggiata da avvenimenti simili.

“C’è il rischio che l’ordine del tribunale blocchi l’importazione e la vendita di un bene, scoprendo poi alla fine che il brevetto non era valido si legge nella lettera mandata da tutte le grandi aziende alle autorità competenti, lettera che intende sottolineare la pericolosità di tali imbrogli giudiziari. Sembra quindi che la famosa “guerra dei brevetti” sia arrivata ad un punto di svolta, staremo a vedere cosa accadrà in futuro.

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