RoboEarth: il world wide web per i robot

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RoboEarth
non è un nome così spaventoso, non è neanche uno speciale gruppo che sostiene la realizzazione di una rete centralizzata su scala mondiale per la gestione di robot, non ancora, almeno. Il progetto, sostenuto dall’Unione Europea, riunisce ricercatori provenienti da varie università del mondo come Germania, Paesi Bassi e Spagna, vuole proprio creare questo: il world wide web per i robot.

A questo punto la prima domanda è chiedersi: che cosa vuol dire tutto questo? RoboEarth è un punto di deposito di dati che quattro anni sta archiviando e contempoeraneamente condividendo tutte le conoscenze nel mondo dei robot. L’obiettivo finale è quello di creare una rete condivisa a cui ogni robot potrà attingere  tutte le informazioni utili per la sua programmazione. A tutto questo non manca molto, secondo le ultime notizie il gruppo di collaboratori è pronto a mostrare ciò che RoboEarth può realisticamente fare nel corso di questa settimana.

Il lancio demo di RoboEarth, avverrà oggi 16 gennaio presso l’Università di Eindhoven in Olanda e metterà in evidenza la capacità del sistema di inviare al robot i dati per elaborarli in tempo reale e successivamente per dimostrare la sua efficienza inviarli a quattro robot collegati in rete che simuleranno di lavorare in un finto ospedale allestito per il test.

Secondo la BBC, questi robot avranno il compito di servire le bevande ai pazienti, di fornire assistenza nella navigazione caricando le mappe e persino aiutando il paziente ad aprire scatole di pillole  Ogni robot potrà inoltre diventare polivalente perché nessuno di questi modelli è stato pensato per svolgere un solo compito.

Ma c’è un altro aspetto positivo in tutto questo, potrebbero infatti avere un impatto importante nel mondo della tecnologie all’interno di una casa, questo potrebbe aprire una strada imporatante nella loro commercializzazione con una riduzione di costi e prestazioni migliori. Con gran parte del calcolo dati scaricari dalla rete, i produttori non dovranno più creare robot specifici per una sola applicazione, ma potranno realizzare modelli più flessibili rendendoli più accessibili all’acquisto da parte dei consumatori.

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