Google acquisisce Nest Labs per 3,2 miliardi di dollari

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L’espansione di Google è ufficialmente in atto, ma questa volta non parliamo di semplice informatica. Nella giornata di ieri Google ha ufficialmente acquisito Nest Labs per 3,2 miliardi di dollari, aggiudicandosi così una delle più promettenti società nel mercato della domotica, prossima frontiera della tecnologia e punto fisso dei nuovi progetti della società con sede a Mountain View. Per chi ancora non la conoscesse, Nest Labs è una società specializzata in dispositivi per il controllo della casa, utilizzabili attraverso smartphone e tablet, anche a distanza. Fino ad ora i prodotti che sono stati laicati sono due: Nest Protect, un dispositivo applicabile al soffitto, che funziona da allarme in caso di incendio, e Nest Thermostat, prodotto simbolo di questa società, che mira al controllo climatico della casa.

Grazie a questi due semplici ma interessanti prodotti, Nest si è fatta strada nel mondo della domotica acquisendo sempre più spessore e popolarità. Google ha deciso quindi di acquisirla con le intenzioni di sviluppare, attraverso le loro tecnologie e brevetti, nuovi prodotti ancor più innovativi. Il CEO della società, Tony Fadell, prima di fondare Nest lavorava per Apple, nella quale era parte del gruppo che ha sviluppato i primi iPod.

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Il CEO di Google Lerry Page si è detto entusiasta per questo ingresso in società, purtroppo senza rilasciare ulteriori dichiarazioni sul futuro dello sviluppo dei prodotti, soprattutto in merito alle idee che la stessa Google ha in mente. Il web però mormora come sempre, è dalle ultime indiscrezioni molti parlano di un sistema completo di domotica a cui Google sarebbe a lavoro già da qualche anno, la quale si servirebbe dei brevetti e delle idee di Nest per portarlo a termine e lanciarlo nei prossimi due anni.

Come sempre però, sopratutto in questi ultimi mesi, appena si parla di nuovi prodotti, che magari emanano delle informazioni personali degli utenti, ci si ritrova a parlare di spionaggio, accuse che molte testate giornalistiche stanno facendo al colosso dell’informatica.

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