Canon EOS 700D: la recensione

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La EOS700D è una delle recenti produzioni di Canon, va a “rimpiazzare” la precedente 650D con qualche miglioria anche se le differenze a livello di design, funzionamento e specifiche sono davvero minime. Presenta sostanzialmente un corpo più rifinito, assicurando una presa migliore, qualche novità anche a livello di software. Viene venduta in kit con il nuovo obiettivo 18-55 IS STM stabilizzato, garantendo ottime prestazioni. È acquistabile ad un prezzo di 670 €.

Caratteristiche di base

È dotata di un sensore CMOS Hybrid con una risoluzione di 18 megapixel effettivi ed un processore Digic 5 da 14 bit lo stesso montato sulla 650D, offre una velocità massima di scatto di 1/4000 e si possono raggiungere i 12.800 ISO estendibili fino a 25.600. Ha un sistema di misura esposimetrica a 63 zone iFCL ed è possibile registrare filmati in Full HD a 1080p di risoluzione.

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Qualità costruttiva ed ergonomia 

Pesa 580 grammi circa e il design è simile a quello della 600D, il corpo è fatto di plastica, ma tutto sommato ben assemblato e abbastanza solido. Pur essendo una entry-level, la prima sensazione che si ha quando la si prende in mano è positiva, molti sono i pulsanti di controllo presenti sul corpo, tutti facilmente accessibili e molto intuitivi. Davanti allo slitta del flash, sono posizionati i due microfoni stereo. Novità di questa 700D è la ghiera delle modalità di scatto che ora gira continuamente, mentre sulla 650D questo non avveniva. Qualsiasi modalità si sceglierà, sarà comunque facile passare alla modalità video tramite una levetta, la stessa per accendere e spegnere la macchina fotografica. C’è anche una gamma completa di connettori, tra cui: le porte USB e HDMI, le prese per un cavo di scatto e un microfono esterno e un ricevitore per il telecomando a infrarossi.

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Funzioni

Il mirino a pentaspecchio ha una copertura del 95% dell’area dell’immagine e in alcuni casi può risultare scomodo, ma si può sempre avere una visione reale della scena attivando il liveview. Lo schermo snodabile, ha una risoluzione da 1 milione di punti ed una dimensione di 3 pollici e soprattutto è touchscreen. L’interfaccia pulita e intuitiva consente in molti casi di agire più velocemente rispetto all’utilizzo di controlli esterni. Una volta scattato è possibile scorrere le foto e ingrandirle o rimpicciolirle semplicemente pizzicando sul monitor LCD. Il touchscreen risulta non tanto reattivo. La navigazione nel menù è abbastanza semplice grazie anche a delle linguette colorate che ne facilitano l’identificazione. È possibile scegliere fra diversi effetti creativi anche prima dello scatto. La gamma di opzioni è ampia ed offre un livello piuttosto alto di personalizzazione per essere una entry-level. 

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Prestazioni

Le immagini sono di notevole qualità sia per presenza di dettaglio che per gamma dinamica. Nella maggior parte delle situazioni, l’esposizione avviene quasi sempre correttamente anche con il bilanciamento del bianco automatico, solo in certe situazioni tende a sovraesporre un po’. Il processore Digic 5 permette molteplici funzionalità di elaborazione del formato JPEG come la correzione per i difetti dell’obiettivo: aberrazioni cromatiche, vignettatura ed altro. Con 9 punti a croce la messa a fuoco risulta veloce e precisa anche in condizioni di scarsa illuminazione e di soggetti in movimento, inoltre ha una velocità di scatto continuo di 5fps. Un po’ lenta la messa a fuoco in modalità liveview. Tra le varie modalità di scatto, spicca la “Handheld Night Scene” che consente la ripresa di scene con poca luce senza l’utilizzo di un treppiede. Lo fa, consentendo una velocità di scatto più veloce e catturando quattro esposizioni che vengono poi combinate per ridurre il rumore dell’immagine. In questa modalità, la sensibilità ISO, viene impostata automaticamente a livelli elevati e questo causa un possibile aumento del rumore, che però e ben controllato. L’immagine finale risulta nitida anche se vi è una perdita di dettaglio. La qualità dell’immagine rimane ottima fino a 1.600 ISO, al di sopra di questo valore vi è un progressivo, ma minimo degrado, ben visibile però attorno ai 6.400 ISO.

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  • Fabio La Naia

    Non capisco perche’ la eos 650 d sia stata rimpiazzata cosi’ in fretta!!!

    • È solo questione di marketing: un numero che cresce, significa aggiornamento e quindi, in teoria, più persone che comprano.

      Il problema è che a volte, gli aggiornamenti, sono solo piccole modifiche e/o migliorie.