Esclusiva Nicolodi (Sky): “2013 nel segno di Bayern e Augsburg”

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Finisce un anno splendido per la Bundesliga, in cui il massimo campionato tedesco è diventato il secondo torneo in Europa per introiti e media spettatori. Un’ascesa senza precedenti sancita dalla finale di Champions League tutta tedesca del 25 maggio scorso a Wembley. Un evento di immense proporzioni che ha fatto ricredere anche i più scettici sul valore della Bundesliga. Inutile sciorinare di nuovo numeri e tabelle perchè la Bundesliga ha risposto in questi anni sempre sul campo, trasformando il suo gioco rude e poco spettacolare, in un calcio veloce, moderno e molto europeo. L’arrivo in Germania di un maestro di calcio come Josep Guardiola, ha fatto capire come adesso in tutta europa, si guardi al calcio tedesco con occhi diversi e come un punto di arrivo e non più di partenza.

Per parlare di Bundesliga e dei protagonisti di tutto il 2013, la redazione di Tuttobundesliga ha raggiunto il giornalista Sky Pietro Nicolodi, grande esperto di Bundesliga e commentatore delle partite del campionato tedesco (commenterà anche le Olimpiadi invernali di Sochi) per l’emittente di Murdoch.

Se pensiamo al 2013 ci viene subito in mente Bayern Monaco. Sarà così anche per il futuro?

“In Germania sicuramente si, in Europa al 90%. Il Bayern ha creato una macchina da guerra e da soldi incredibile. Per età dei giocatori, per struttura societaria e per qualità del suo organico, può vincere ancora per tanti anni. In Europa dovrà vedersela con altri giganti e magari non sarà sempre facilissimo ma in Germania il divario è troppo grande per essere colmato in poco tempo”. 

Quindi non vede nessuno in Germania, capace di interrompere il dominio Bayern?

“Adesso no. Forse il solo Borussia Dortmund ha dimostrato di poter impensierire e battere il Bayern ma poi non la forza e la rosa per contrapporsi ai bavaresi fino alla fine. La forza del Bayern è proprio una rosa molto lunga e di qualità, cosa che il Borussia non ha. Altre squadre come Bayer e M’gladbach non riescono mai a fare il salto di qualità anche perchè dopo un anno o due, i migliori giocatori vengono sempre venduti. Discorso diverso per lo Schalke, che ha una grande forza economica ma è una squadra strana, isterica e che non riesce mai a trovare una continuità. L’ingaggio di una psicologa per la prossima stagione, è forse l’acquisto più azzeccato da parte della società”. 

L’Italia guarda molto alla Germania come modello da imitare. Questo “modello tedesco” che tutti vogliono, è esportabile in Italia?

“Credo di si, basta seguire le regole. La Bundesliga è fatta di regole, uguali per tutti, a cui ogni società si attiene scrupolosamente. In Germania situazioni con squadre in debito oppure senza stadio (tipo Cagliari) non possono accadere. Servono poi gli stadi, l’unico modo per rilanciare il marchio Serie A e per creare entusiasmo in modo da ridare slancio a tutto il movimento. Da noi la strada è ancora molto lunga mentre la Germania si avvicina ai campionati più belli d’Europa come Premier League e Liga. La Premier resta per me  il top e lo sarà ancora a lungo. Si posso cambiare un po’ le gerarchie ma è difficile cambiare le tradizioni e la Premier resta ancora il miglior campionato. Forse l’arrivo di Guardiola potrà fare qualcosa in questo senso perchè da quando è arrivato si parla molto più di calcio tedesco”.  

Le squadre italiane guardano pochissimo al mercato tedesco. I giocatori di Bundesliga non sono pronti per la Serie A oppure costano troppo?

“Diciamo che è cambiata la storia. Sono i calciatori tedeschi a non voler più venire in Italia. Klose ha accettato ma a fine carriera, Gomez è arrivato perchè si è innamorato di Firenze e Vidal rappresenta un caso raro, perchè preferì la Juventus al Bayern. Ormai le stelle tedesche hanno un costo che possono permettersi solo i top club europei e loro stessi preferiscono andare in Premier League o nella Liga”. 

La Bundesliga è un’infinita fabbrica di giovani talenti. Chi l’ha maggiormente impressionata in questa stagione? 

“Mi ha sorpreso molto Kruse, che non pensavo potesse fare così bene anche a M’gladbach. Tra i giovanissimi invece dico Timo Werner delo Stoccarda, calciatore che sembra un bambino (a solo 17 anni) ma fa cose straordinarie. Lui penso che potrà essere il calciatore del futuro in Germania. Un altro ragazzo che sta facendo benissimo è Volland dell’Hoffenheim, un attaccante che mi ha stupito per tecnica e istinto del gol. Sarà l’uomo mercato del prossimo anno. Per ultimo metto anche Meyer dello Schalke, anche se per lui emergere nel centrocampo dei knappen sarà molto dura”.

E tra le squadre invece? Chi è stata la rivelazione del 2013?

“Sicuramente l’Augsburg. Lo scorso anno si è salvato, e già non è poco, mentre in questa stagione è a ridosso della zona Europa League. Weinzierl è davvero un tecnico bravissimo che sta facendo cose egregie con un gruppo di qualità modeste. Non mi sorprende il Friburgo, che dopo aver venduto 2/3 giocatori chiave è tornato nei suoi ranghi mentre è una buona squadra l’Eintracht Francoforte ma il doppio impegno in Europa lo ha penalizzato molto. Peccato perchè ha qualche giocatore di ottimo livello”.

Invece le delusioni?

“Non posso che dire l’Amburgo, una squadra che ha tradizione, entusiasmo e pubblico per fare benissimo e si trova sempre nei bassifondi di classifica. Amburgo ha bisogno di un progetto serio perchè tifosi e città lo meritano. Oltre a loro posso mettere anche il Werder Brema, anche se qui c’è un progetto a medio-lungo termine e non si può giudicare adesso. Colpisce però l’entusiasmo dei tifosi, che nonostante vedano la squadra giocare forse il peggior calcio di Germania, continuano a riempire lo stadio come fossero primi in classifica. Questo è il bello della Bundesliga”. 

Klopp è stato il primo tecnico tedesco giovane a meravigliare l’Europa. Ne stanno nascendo altri sull’onda lunga del tecnico del Borussia Dortmund?

“Dico Tuchel, Weinzierl, Gisdol e Luhukay. Il primo penso che sia già pronto per una grande. Fa cose egregie da tanti anni e riuscire a far segnare 9 gol ad Okazaki è già un mezzo miracolo. Weinzierl è molto bravo ma fossi in lui farei un altro anno ad Augsburg per aumentare l’esperienza. Mi piace invece Luhukay, tecnico che parla poco ma fa giocare benissimo le sue squadre. Lui ha molto esperienza e non mi sorprenderei se lo vedessi in una grande di Germania già dal prossimo anno. Lascio per ultimo Gisdol perchè è un allenatore che mi fa divertire tantissimo in avanti ma deve imparare anche a curare la fese difensiva. Se lima un pochino questo difetto, è uno dei migliori”.  

Il calcio mercato invernale porterà qualche sorpresa? 

“Difficile, credo che si muoverà poco. Qualcuno puntellerà la squadra come lo Schalke o il Wolfsburg e ma le altre faranno poco. Attendo il Borussia Dortmund, che però dovrà valutare prima i tempi di recupero dei suoi infortunati. Per il resto credo che ci sarà qualche colpo delle più piccole ma nulla più”. 

In Bundesliga manca l’arrivo di un magnate tipo Paris Saint Germain o Manchester City. Potrebbe arrivare una soluzione simile magari in città importanti come Berlino o Amburgo?

“E’ impossibile visto che il 51% di un club deve essere di proprietà tedesca. Non credo che un russo oppure un emiro arabo, si accontentino di avere una quota minoritaria. La Lega ha scelto così e non si può fare niente. Sarà forse un limite allo sviluppo della Bundesliga ma in questo modo si salvaguardano bilanci e tradizione dei club. E non è poco”. 

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