Da qui ci spiano gli americani

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Anche noi italiani siamo stati spiati, e la sede dove tutti i nostri dati sono passati si trova nella capitale, in via Vittorio Veneto, una delle vie più importanti di Roma a pochi passi dal Colosseo, all’interno dell’ambasciata americana. Più precisamente si trova in un piccolo capannone bianco al di sopra dell’ambasciata a stelle e strisce, nel quale dovrebbero nascondersi attrezzature per la raccolta di intelligence elettronica (Sigint, ndr), con molte antenne non visibili, capaci di ascoltare: telefoni delle reti Gsm, Gprs, 3G e Cdma, come anche i canali di comunicazione del governo e della polizia e di supporto per le attività speciali della CIA, come le intercettazioni mirate. Insomma, un vero e proprio arsenale da spionaggio a pochi passi da uno dei centri cittadini più affollati del mondo.

A rivelare questa indiscrezione sono i documenti di Edward Snowden. Si tratta dello stesso team che, secondo il settimanale tedesco ‘Der Spiegel’, ha spiato il telefonino del cancelliere tedesco Angela Merkel. Così recita il documento:

“I siti in cui si trova lo ‘Special Collection Service’ forniscono molta intelligence in presa diretta sulle comunicazioni della leadership, una missione largamente facilitata dal fatto di essere presente nella capitale di una nazione”.

Sono documenti altamente interessanti ed importanti quelli che stiamo pubblicando quest’oggi, non solo perché rivelano dettagli sullo spionaggio effettuato dagli Stati Uniti d’America verso il popolo italiano, ma anche perché vanno a smentire le parole del Presidente del Consiglio Enrico Letta, il quale circa tre settimane fa aveva dichiarato:

“In base all’analisi della nostra intelligence e dei contatti internazionali, non risultano compromissioni della sicurezza delle comunicazioni, né dei vertici di governo, né delle nostre ambasciate, né risulta che la privacy dei cittadini sia stata violata”.

I file top secret trapelati raccontano invece tutt’altra storia. Un documento arrivato nelle mani della testata giornalistica ‘l’Espresso‘, rivela che, almeno fino al 2010, lo Special Collection Service è stato presente in due distaccate sedi, totalmente opposte per poter occupare più campo possibile, e quindi prelevare ancora più dati. La prima a Roma, raffigurata dall’immagine di apertura, con uno staff composto da agenti sotto copertura, l’altro invece a Milano, la capitale dell’economia italiana, dove le operazioni sarebbero state svolte in modo del tutto automatizzato, ovvero senza l’ausilio di agenti. E’ una eccezione che in un paese ci siano due sedi dedicate allo spionaggio, ciò è accaduto solamente in Germania, da molti descritta come obbiettivo primario degli americani. Forse, dopo queste indiscrezioni e documenti vari, viene il dubbio che anche noi italiani eravamo, e siamo, un obbiettivo primario.

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Per quanto riguarda l’organizzazione dello spionaggio tedesco, le antenne sono state inserite sulle ambasciate statunitensi, mentre in Italia, almeno a Roma… la stessa cosa. Il settimanale ‘l’Espresso’ ha fatto esaminare le strutture della sede diplomatica americana a Duncan Campbell, il giornalista britannico, specializzato in questo genere di operazioni, che nel 1988 ha rivelato lo scandalo Echelon. Esaminando i tetti del palazzo di via Vittorio Veneto, Campbell ha concluso:

“La presenza del sistema di raccolta nascosto dello Special Collection Service, sul tetto dell’ambasciata di Roma, è chiara ed è una struttura tipica a quella di altre ambasciate in giro per il mondo. Non ho alcun dubbio che la struttura cubica a forma di tenda è un sistema per nascondere la raccolta di intelligence elettronica (Sigint, ndr), con molte antenne non visibili, capaci di ascoltare: telefoni delle reti Gsm, Gprs, 3G e Cdma, come anche i canali di comunicazione del governo e della polizia e di supportare anche le attività speciali della CIA, come le intercettazioni mirate. La struttura ha probabilmente un rivestimento di plastica o di legno con pannelli dielettrici”.

Pensiamoci bene, perché un capannone, brutto e poco gradito alla vista, sopratutto al centro di Roma, dovrebbe essere sopra un palazzo maestoso che ospita una delle ambasciate più belle e grandi della città? Non vi è un motivo per cui quel cubetto bianco, che in realtà è un capannone, debba esistere sul tetto di una ambasciata. Probabilmente molti di voi ci saranno passati sopra con Google Maps decine di volte, ovviamente non facendoci caso. Personalmente mi fa venire i brividi pensare che, a pochi metri da casa mia, abitando molto vicino a via Vittorio Veneto, circa 3 chilometri, possa esserci una delle basi di spionaggio più potenti d’Europa, che probabilmente ha intercettato le mie telefonate e i miei messaggi, oltre che i miei dispositivi.

La sorveglianza di massa della National Security Agency infatti, non ha preso di mira solo il nostro governo e la nostra diplomazia, ma probabilmente anche migliaia di cittadini italiani. Un file del programma top secret ‘Boundless Informant’ intitolato proprio ‘Italy‘ rivela che, tra il 10 dicembre 2012 e il 9 gennaio 2013, la NSA ha raccolto 45.893.570 di telefonate. Stime molto vicine a queste erano state già rese note, ma ora il documento rivela l’incisività di questo monitoraggio sulla popolazione tutta. I metadati raccolti in Italia tra il 10 dicembre e il 9 gennaio 2013 si riferiscono alle comunicazioni telefoniche, a differenza delle slide pubblicate in Germania e in Francia, dove risultavano presi di mira i metadati delle comunicazioni via Internet.

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Interessante notare che, le intercettazioni hanno toccato punte molto alte nei giorni della crisi politica che ha portato Mario Monti a divenire Presidente del Consiglio italiano, per poi tornare subito negli standard nei giorni successivi. La racconta dei metadati è classificata come spionaggio di serie A, anche se le telefonate non possono essere ascoltate ne in diretta, ne sotto forma di registrazione, ma permettono comunque di entrare nelle vite delle persone, nei loro contatti diretti e indiretti, le loro relazioni e la loro posizione minuto per minuto. In teoria, si può pedinare l’intero Parlamento, i leader dei partiti politici, i ministri, le istituzioni e milioni di cittadini.

Insomma, questi americani non finiscono mai di stupirci, tra poco forse, ce li ritroveremo anche nel letto con noi… chissà.

Vi lasciamo ai due documenti top secret:

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  • Pietro Marino

    Pazzesco…