Dalle cartucce ai moderni giochi digitali, che non smettono di chiederci soldi

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Più passano gli anni e più il mondo tecnologico si evolve, diventando di volta in volta più ricco di prodotti, più funzionale, più intuitivo, ma anche più costoso. Questo accade quasi sempre, ma i videogiochi sono i prodotti che maggiormente stanno soffrendo questa ricerca instancabile del denaro. Mi ricordo quando un videogame era racchiuso in una cartuccia. Ti recavi in negozio, acquistavi la cartuccia e te ne tornavi a casa contento e soddisfatto perché sapevi di avere in mano il titolo che desideravi, pronto per essere massacrato attraverso ore ed ore di utilizzo.

Ora non è più così, purtroppo. Tutti i grandi produttori stanno rilasciando giochi digitalizzati (spesso gratuiti) stracolmi di contenuti aggiuntivi acquistabili a suon di euro. Sia chiaro, l’acquisto di tali contenuti non è obbligatorio, ma il titolo ci porta spesso a dover sborsare fior fior di quattrini per completare un determinato livello o per sbloccare quella determinata funzionalità. Prendiamo come esempio FIFA 14 per iOS. È disponibile gratuitamente su App Store, ma dopo il primo match amichevole ecco che ci compare il solito pop-up che ci invita ad acquistare il contenuto extra per sbloccare le funzionalità successive.

Ma non solo, anche altri giochi, come Candy Crush Saga, portano automaticamente l’utente a spendere dei soldi. I livelli diventano sempre più complicati, quasi impossibili da completare, a meno che non optiamo per l’acquisto di contenuti extra. Un meccanismo che pian piano si sta insediando anche nei giochi per console fisse, vedi Xbox One e PlayStation 4. Coloro hanno acquistato una Xbox One e Forza Motorsport 5 sanno benissimo a cosa sto facendo riferimento.

Voi pensate che il mondo videoludico si sia evoluto in meglio grazie all’introduzione di questi contenuti extra?

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