Le vertiginose stime Cisco sul traffico cloud globale

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Uno studio condotto dalla Cisco prevede che entro il 2017 il traffico web gestito tramite un cloud server rappresenterà più dei 2/3 del traffico globale sui data center. Ciò significa che, rispetto ad ora, la gestione del traffico basata sulla tecnologia di cloud verrà quadruplicata, anche se già adesso la maggior parte del traffico dati “a pacchetto” -persino in Italia- é gestita da questo sistema. Le ultime stime Cisco vedono il Nord America al primo posto, con 469 exabyte all’anno, segue l’Asia del Pacifico con 319 exabyte e infine l’Europa occidentale con 225 exabyte (un exabyte = un quadriliardo di byte) ed entro il 2017 queste cifre saranno quadruplicate !!

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Questa è la conclusione a cui si é giunti durante l’annuale Cisco Global Cloud Index, la riunione mondiale indetta sul “cloud-traffic”, il fenomeno maggiormente in crescita dell’ultimo decennio. Tirando le somme il tasso di crescita é -ed é stato- esponenziale di anno in anno, ora con un aumento del 35% (4,5 volte tanto) e cioé da una base di 1,2 zettabytes di traffico nel 2012 fino a 5,3 zettabytes previsti entro il 2017 (uno zettabyte equivale a un miliardo di terabyte) con un incremento che porterà il “cloud-traffic” a quota 69% su scala mondiale. Questi dati sono generati dalla Cisco attraverso modulazioni e analisi di diverse fonti, tra cui i 40 terabyte di traffico mensile presi a campione da una varietà di data center globali e i risultati provenienti da più di 90 milioni di test in rete e rapporti di ricerca di mercato effettuati terze parti.

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Ad alimentare il fenomeno del cloud troviamo, ovviamente, tantissime attività “on-the-web” e non solo, da quelle più professionali di cloud aziendali come conferenze audio, ufficio virtuale, VoIP fino ad esempi più classici e a portata di utente come gaming, social networking, streaming musicale, Smart Home, shopping online, chat video e video streaming. Tutto questo comunque rappresenta un “misero” 17% nel traffico globale totale registrato dai data center e cioè circa 172 exabyte, l’equivalente di 172 quadriliardi di byte, che alla fine tanto misero non é; sono infatti proprio questa categoria di utenti finali, tutti noi per capirci, che semplicemente attraverso la navigazione web alimentano questo dato.

Un altro 7% di traffico nei data center sarà generato dalla replica dei dati e del software o dagli aggiornamenti di sistema; ma il podio del traffico su cloud va a quel restante 76% relativo alle attività di stoccaggio, produzione e sviluppo dei dati in un ambiente virtualizzato. Paradossale, direi, come quasi 7 miliardi di utenti che usano la rete rientrino in quella minoranza dei data center mentre le poche migliaia di aziende che ci riforniscono di prodotti digitali occupino quasi la totalità dei traffico su cloud.

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