Bundesliga: Il punto dopo la 6a giornata

48
0
CONDIVIDI

Il 6° spieltag di Bundesliga fa registrare il record di pareggi dall’inizio della stagione, sono ben tre e tutti con il medesimo risultato di 1-1. L’elemento singolare è il denominatore che accomuna oltre l’identico numero di gol tre club coinvolti in questi match conclusisi in parità, Borussia Dortmund, Friburgo e Eintracht Francoforte, ovvero il fatto di essere stati impegnati in confronti europei durante la settimana a conferma di un dato difficilmente confutabile secondo il quale i club che affrontano impegni extra-campionato per un’economica gestione delle risorse fisico-mentali sono costretti a scontare un tributo in termini di energia psicofisica.

Gli altri due club impegnati in Europa e nello specifico con la Champions League, Bayern Monaco e Schalke 04, hanno dato vita a Gelsenkirchen a una sfida incrociata, un clasico di Germania con i bavaresi che hanno letteralmente travolto i Knappen con un inappellabile 0-4 (quando si dice un destino scritto nel nome). Lo Schalke 04 rinvigorito e rigenerato dai nuovi acquisti Boateng e Aogo e riavviato verso un percorso di riconquista dei tanti punti persi in classifica in questo inizio di campionato ha incontrato la squadra più temibile nel momento meno favorevole, quello appunto della risalita. Vero che la formazione di Jens Keller aveva incontrato e sconfitto i terzi della classe del Leverkusen, ma ciò dimostra solo la differenza, ancora enorme, esistente tra il Bayern Monaco e le altre pretendenti al Meisterschale, eccezion fatta per il Borussia Dortmund che però, lo ricordiamo, ha un handicap nei confronti dei bavaresi: un rooster a conti fatti meno competitivo.

Fare turnover per il Borussia Dortmund è fondamentale poiché, come detto, occorre saper gestire al meglio le risorse per giungere a fine stagione possibilmente con riserve d’ossigeno e con benzina nel motore. Altrettanto fondamentale è non perdere colpi in campionato, la competizione decisamente più alla portata del club giallonero laddove non avere ricambi adeguati può significare perdere la gara con i rivali più diretti del Bayern al “pit stop”. Il pareggio con il Norimberga è un campanello d’allarme in questo senso, con Klopp costretto a ridisegnare una formazione stravolgendo quel fantastico costrutto calcistico che è il Borussia Dortmund dei titolari. Al netto degli infortunati (vedi Gündogan e Kehl) l’utilizzo, chiamiamolo pure sperimentale, di Grosskreutz affiancato a Bender nella linea mediana e Blaszczykowski trequartista e l’impiego di due giovanissimi “non finiti” quali Durm e Duksch nasconde la necessità impellente di tornare a gennaio sul mercato.

Il Bayer Leverkusen grazie all’intelligenza di Hyypiä riesce non solo a non pagare il dazio europeo ma a far tesoro della figuraccia rimediata all’Old Trafford col Manchester United. Match quello di Champions che ha messo in evidenza carenze impressionanti nel centrocampo delle Aspirine e che per questo è stato immediatamente solidificato con il rientro di Lars Bender. Ottimo anche l’esordio del “canguro” Robbie Kruse al posto dell’onnipresente Son, tenuto giustamente a riposo dopo un impiego senza soluzione di continuità su tutti i fronti a cominciare dalla pre-season. Invertendo i fattori il prodotto non deve cambiare. Questo è il senso di un turn-over efficace. E il pericolo Mainz si è rivelato ancora una volta quello apportato da un gigante dai piedi d’argilla. Di nuovo partenza a razzo in campionato per la squadra guidata da Tuchel e puntuale repentino stop nel ruolino di marcia. Tre vittorie e tre sconfitte, con l’aggravante di un passivo di 3 reti nel computo dei gol messi a segno.

Avevamo non troppo tempo fa parlato di una Bundes sostanzialmente equilibrata. Tutto vero e tutto confermato se andiamo ad analizzare la forbice tuttora molto ravvicinata tra l’Hannover 4° in classifica a 12 punti e lo Schalke 04 14° a 7 punti, con 11 squadre in un fazzoletto di 5 punti, e ben 5 appollaiate a 9 punti. È un equilibrio comunque generato da un principio di discontinuità delle squadre stesse, anche e anzi soprattutto di quelle non impegnate sui fronti europei. Ci sono squadre ad es. come l’Hannover, il Borussia Mönchengladbach e il Wolfsburg decisamente condizionate dal fattore casalingo capaci di conquistare punti solo ed esclusivamente quando giocano tra le mura amiche e che se intendono ambire a qualcosa di più come la loro attuale classifica tenderebbe a suggerire, dovrebbero migliorare nettamente la loro media inglese. Ce ne sono altre come il Werder Brema che sfruttano una sorta di principio di parassitismo e conquistano punti solo con squadre in evidente situazione deficitaria (nell’ordine: Eintracht Braunschweig, Augsburg e Amburgo), ma che in realtà nascondono problemi di gioco ancora al di là dall’essere risolti. Altre che sembrano aver già esaurito l’entusiasmo iniziale e si trovano all’alba della nuova stagione a dover fare i conti con la solita routine di infortuni e cali di forma come l’ Hoffenheim e la neo-promossa Hertha Berlino. C’è poi l’Amburgo, purtroppo – ma lo sapevamo dall’inizio – attraversato da una bufera societaria forse di proporzioni anche maggiori di quelle viste a Stoccarda, con club e squadra sprofondati in un baratro d’incertezza e con Thorsten Fink capro espiatorio di turno, dal quale risalire sarà impresa davvero complicata.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright OVERPRESS