Bundesliga: Il punto dopo la 5a giornata

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Sostanzialmente poche le sorprese alla ripresa del campionato dopo la sosta dovuta alle qualificazioni mondiali della nazionale tedesca, giunta ormai al check-in per il volo che la condurrà in Brasile. Continua imperterrito il trend che distanzia la Bundesliga dalle altre top league europee per il minor numero di pareggi con la 5° giornata che ne registra solamente uno, quello tra Eintracht Braunschweig e Norimberga, con un Wiesinger ora decisamente preoccupato dalla posizione di classifica e da un gioco non più solido e affidabile come nelle prime gare di campionato.

Borussia Dortmund e Bayern Monaco sempre più leader e sempre più consapevoli di un ruolo da protagonisti che nel giro di 4-5 stagioni non è mutato di una virgola. Ci sono però alcune piccole differenze da evidenziare. Il Dortmund mettendo a segno l’ennesima vittoria (è già un record in casa giallonera questo en plein di 5 su 5) dal risultato tennistico con il malcapitato Amburgo ha confermato innanzitutto il valore dei suoi nuovi acquisti Mkhitaryan e Aubameyang, stimabile in 8 reti in totale già messe a segno dai due talenti nelle prime cinque giornate, con l’armeno e il gabonese che per ora non fanno affatto rimpiangere la dipartita dell’idolissimo Mario Götze, e in secondo luogo ha posto il sigillo su una squadra il cui gioco rasenta la perfezione e i cui punti deboli, per così dire, si limitano a qualche meccanismo difensivo da oliare (le reti del momentaneo pareggio amburghese sottolineano sbavature nella linea difensiva da limare) e una rosa ancora con qualche lacuna, soprattutto nei ruoli più decisivi e in considerazione di una stagione lunga e stracolma d’impegni. Il Bayern Monaco è invece ancora una realtà in fieri, non tutti gli ingranaggi della macchina funzionano perfettamente. Alcuni automatismi devono ancora esser messi a punto, la squadra è con Guardiola ma alle volte Guardiola sembra non essere con la squadra, specialmente quando insiste nello schierare giocatori in posizioni oggettivamente discutibili rischiando di vederli agire fuori ruolo, come ad es. Lahm che spostato a centrocampo sembra un pesce fuor d’acqua, non riuscendo ad essere funzionale alla manovra e facendo perdere tantissimo al Bayern in termini di spinta. Nel match contro l’ Hannover inoltre si è riscontrata la necessità di liberare le briglie ai suoi cavalli di razza. Quando il Bayern assume il passo di Ribéry e Robben, è tutto un altro andare.

Anche l’altra prima della classe, il Bayer Leverkusen, non ha avuto problemi ad affrontare un Wolfsburg troppo contratto e palesemente dipendente dalle giocate di Diego, forse eccessivo nell’accentrare palloni e idee con un Hecking che affrontando compagini dall’assetto difensivo solido come il Leverkusen dovrebbe sfruttare di più e meglio il gioco sulle fasce, laddove Vieirinha e Perisic possono garantire corsa e qualità. Leverkusen che ha trovato risposte ulteriormente positive nel suo gioco verticale, zemaniano, con protagonisti di assoluto spessore quali Kiessling (uno dalla tecnica non certo sopraffina ma capace di buttarla sempre dentro), Son e Sam, una triade che sta conquistando partita dopo partita la completa fiducia da parte di Hyypiä.

Pervasi da un rinnovato ottimismo si torna a festeggiare anche a Gelsenkirchen. Lo Schalke 04 era una squadra in cerca di leader oltre che di risultati e con l’arrivo di Kevin-Prince Boateng ha trovato sia l’uno che gli altri. L’ex milanista si è immediatamente calato nella parte di colui che potesse dare unità e senso all’amalgama di talenti (cosa che non riusciva benissimo allo stesso Jens Keller) e ha preso per mano lo Schalke infondendo la giusta dose d’entusiasmo per ridestare l’intera squadra da quel torpore mostrato ad inizio campionato. Si attendeva una scossa, è arrivato il terremoto. Anche ai danni di un Mainz alle prese con il solito problema di continuità. Buon gioco nella squadra di Tuchel, ma manca ancora la cattiveria agonistica necessaria per aspirare ai grandi traguardi.

Ventata d’aria nuova anche nell’ambiente non facile di Stoccarda dove tra esonero, classifica disastrosa e eliminazione dall’ Europa League, è successo di tutto, fuga di Tasci compresa. Alla squadra serviva un cambiamento radicale alla guida e così è stato con Schneider che ha portato ordine e novità privilegiando una linea verde ricca di talenti e potenzialità, ricostruendo reparti deficitari come difesa e centrocampo. Sabato un altro risultato importante con i tre punti conquistati a Berlino, campo difficilissimo espugnato dopo ben 19 giornate (considerando naturalmente anche la passata stagione).

Eintracht Francoforte e Augsburg altri club nettamente in salute. Squadre umili, operaie, senza fenomeni e senza talenti particolari nell’organico, che puntano tutto sull’organizzazione,  sulla compattezza dei collettivi. Tecnici come Veh e Weinzierl, da sempre costretti a fare di necessità virtù, stanno tenendo sul piano del gioco e del ritmo di marcia consapevoli, il primo di dover gestire risorse e energie nella maniera più economica possibile dovendo affrontare anche gli impegni di coppa, e il 38enne di Straubing dell’esser costretto a raggiungere la quota salvezza nel minor tempo possibile.

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