Bundesliga, dopo il Giappone si guarda alla Corea del Sud

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La Bundesliga è sempre di più un fenomeno internazionale. Ormai anche i paesi dell’oriente iniziano a seguire con attenzione e passione, il massimo campionato tedesco. Complice qualche anno fa “l’espansione” tedesca in Giappone, con tantissime stelle nipponiche che nel giro 2/3 anni sono approdate in Germania vestendo le maglie delle più gloriose squadre tedesche, basti pensare a Kagawa, Inui, Okazaki e tanti altri, per un totale (ad oggi) di ben 8 giocatori giapponesi presenti in Bundesliga. Da qualche anno a questa parte tante squadre tedesche stanno iniziando ad estendere le loro attenzioni anche alla Corea del Sud, nazione che proprio insieme al Giappone rappresenta l’eccellenza del calcio orientale.

I sud Coreani in Bundesliga sono diventati 4, perchè dopo Heung-Min Son (il più importante e pagato in estate dal Bayer 12 milioni di euro), Ja-Cheol Koo (Wolfsburg) e Joo-Ho Park (Mainz), si è aggiunto anche Jeong-Ho Hong, difensore di 24 anni ingaggiato alla fine di agosto dall’Augsburg. Tutti e 4 i sud coreani sono in nazionale e giocano da titolari nello loro squadre di club, a dimostrazione del valore internazionale dei giocatori. Da qualche anno poi, tutti gli operatori di mercato consigliano di comprare in Corea del Sud, ormai fucina di giocatori veloci, tecnici e giovani, quindi molto funzionali ai ritmi e alle richieste europee. Anche sotto questo aspetto, la Bundesliga ha confermato la sua visione pionieristica guardando al futuro. Questo, neanche a dirlo, ha portato nelle casse tedesche milioni di euro tra sponsorizzazioni, diritti televisi e marchandising, quest’ultimo fiore all’occhiello della politica marketing della Bundesliga.

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