AGCOM: quello che c’è da sapere sulla nuova riforma del copyright

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L’Autorità Garante per le comunicazioni ha pubblicato quella che è la sua bozza della nuova riforma dedicata al copyright digitale. L’AGCOM sembra aver ammorbidito le norme, ma siamo sicuri sia proprio così? Analizziamo nei dettagli cosa c’è di nuovo prendendo spunto dalle dichiarazione del commissario AGCOM Maurizio Dècina, rilasciate a Repubblica.

Il detentore di copyright segnala all’AGCOM la presenza di un sito con contenuto pirata. Quest’organo svolge un’indagine e, se ravvisa la violazione di copyright, chiede al titolare di quel determinato sito web di rimuovere la pagina in questione. Se il webmaster non rimuove la pagina sono due le alternative a disposizione dell’AGCOM: chiedere all’hosting provider (se italiano) di rimuovere quella pagina in modo forzato oppure di disabilitarne l’accesso, se è straniero.

Ci sono due grosse novità rispetto alla precedente delibera. Primo, non imporremo di bloccare l’indirizzo IP del sito estero, cosa che equivale a impedire una comunicazione e potrebbe equipararsi a censura. I provider potranno agire alterando i sistemi Dns (Domain Name Server). Inoltre, non sarà loro imposta la rimozione selettiva che richiede l’uso, lesivo della privacy, di dispositivi Dpi (Deep Packet Inspection).

L’AGCOM viene però accusata di abuso di potere. Perché? Beh, se i provider non rispettano l’ordine del Garante rischiano 250.000€ di multa e la segnalazione agli organi di polizia. Inoltre, i provider sono anche obbligati a comunicare all’autorità i nomi dei proprietari dei siti ritenuti pirata. Come se non bastasse, questa nuova bozza concede tre giorni di tempo ai proprietari dei siti web per rimuovere eventuali contenuti pirata. 72 ore sono troppo poche, soprattutto se i protagonisti del contendere sono siti di basso livello, che magari non vengono monitorati costantemente dai loro proprietari.

Tale nuovo regolamento dell’AGCOM verrà discusso con giuristi e vari protagonisti del settore per 60 giorni, periodo durante il quale potrà essere modificato, anche completamente. Si passerà poi all’approvazione, entro il 3 febbraio 2014.

fonte | Geekissimo

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