ESCLUSIVA – Edoardo Grassi (SportMediaset) ci presenta la nuova Bundesliga ormai alle porte…

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Manca poco alla nuova stagione di Bundesliga, la numero 51. Il primo atto ufficiale si giocherà già a fine luglio, quando le due indiscusse protagoniste di Germania, Bayern Monaco e Borussia Dortmund, si daranno battaglia per l’assegnazione della Supercoppa, primo trofeo di stagione. Guardiola contro Klopp, due modi molto vicini di immaginare calcio ma distanti per investimenti fatti e introiti commerciali. Dietro di loro tutte le altre, chi alla ricerca di un’identità perduta – Amburgo e Werder Brema – chi in rampa di lancio come Schalke, Bayer e Stoccarda.  Un campionato, quello tedesco, che nella stagione 2013/2014 andrà alla ricerca della sua definitiva consacrazione in termini di spettacolo, partecipazione e sviluppo. Per conoscere tutti i segreti della nuova Bundesliga che sta nascendo, la redazione di Tuttobundesliga.it ha contattato in esclusiva il giornalista di Sport Mediaset, Edoardo Grassi, grandissimo esperto e appassionato del football teutonico. Con la consueta precisione e minuzia di particolari, Grassi ha presentato la nuova stagione di un campionato tedesco che si prepara ad essere scoppiettante e tutto da seguire. Un viaggio che parte da lontano, dagli splendori degli anni ’70 fino ai giorni nostri.

fot-225x300Dott. Grassi, la Germania si è trasformata in pochi anni, da inseguitrice a locomotiva e ispirazione per il calcio europeo. Quali sono i segreti di questa incredibile ascesa?

“Per dirla in tre parole: stadi, giovani, merchandising. Il calcio tedesco, al contrario del nostro in Italia ma anche di altri torni europei, ha saputo fermarsi, valutare i problemi e successivamente affrontarli e risolverli. In Germania non ci sono i “presidenti – padroni” che ci sono in Italia. Ogni squadra è una società formata da azionisti, in cui anche quando si deve licenziare l’allenatore, si deve ascoltare il parere anche dell’ultimo azionista che magari possiede una sola azione di 6 euro. Questo consente di programmare ogni passo, ogni spesa e di progettare con qualità. Parlando dei punti fermi, prima di tutto gli impianti, tutti meravigliosi e dove un tedesco insieme alla sua famiglia si sente davvero in un luogo speciale. Il Borussia Dortmund, ad esempio, è la prima squadra al mondo per spettatori paganti, con una media di 80.000 persone a partita. E se lo stadio fosse di 200 mila, lo riempirebbe lo stesso. Subito dopo arriva la cura e gli investimenti sui giovani. Principalmente la Bundesliga si è ispirata a due modelli europei, quello inglese per stadi e fatturati e quello spagnolo per la creazione dei vivai.  E proprio grazie al “modello cantera” , le squadre tedesche hanno iniziato ad investire molti milioni di euro sui propri settori giovanili, formandosi in casa campioni del calibro di Ozil, Gotze, Reus, Draxler e Gomez. A differenza nostra però, in Germania li fanno giocare già a 18 anni, per questo quando arrivano a 23, hanno già maturato una grande esperienza anche nelle coppe europee. Così, anche cedendo a volte i loro pezzi migliori all’estero, il livello del campionato e delle squadre maggiori, resta comunque alto”.

Lo scorso anno la Bundesliga ha superato i 2 miliardi di fatturato con una crescita dell’8% rispetto all’anno precedente.  Numeri davvero impressionanti…

“Rispetto al modello di riferimento inglese, in Germania hanno saputo sviluppare di più il merchandising. In Inghilterra la Premiere League è ricca soprattutto grazie agli investimenti di capitali stranieri, che consentono alle maggiori squadre del paese di restare ai vertici. I due Manchester, il Chelsea, l’Arsenal e il Liverpool, hanno presidenti stranieri che portano soldi in Inghilterra. In Germania invece i capitali sono tutti tedeschi, quindi per avere maggiori introiti si è puntato molto sulla vendita del marchio Bundesliga, sugli accordi con le televisioni e sullo sviluppo di partnership importanti con paesi emergenti. Il marchio Bayern Monaco, per citare un esempio, è diventato negli ultimi due anni il primo marchio al mondo per vendite e sviluppo. In questo modo si può arginare la mancanza di capitali esteri provenienti da oriente o dalla Russia”.

Quella che stiamo vivendo si può definire la “nuova alba” del calcio tedesco?

“Senza dubbio è la più bella, ricca e spettacolare, anche se manca ancora la consacrazione a livello di nazionale maggiore. La Liga spagnola è stata in questi anni uno dei tornei più belli del mondo e a livello di nazionale ha saputo trasformare questa superiorità in vittorie. Quello che invece non è accaduto in Germania, dove la nazionale non riesce ad affermarsi. La Bundesliga ha compiuto 50 anni, in cui ha avuto degli alti e bassi. Prima di questo periodo così florido il momento più bello furono gli anni ’70, quando il calcio tedesco divenne uno dei più belli soprattutto per le vittorie della nazionale, che coronava le affermazioni in campo europeo di Bayern Monaco, Amburgo e Borussia M’gladbach. Bisogna lavorare anche in questo senso se l’obiettivo è quello di far diventare la Bundesliga il primo campionato al mondo”.

A livello di campionato, sarà ancora un duopolio Bayern-Borussia?

“Credo di si. Sono da anni (e il Bayern da sempre) le migliori squadre di Germania. Salvo grandissime sorprese, credo che anche in questa stagione se la vedranno loro. Un altro piccolo problema che deve superare la Bundesliga è quello di rendere il campionato più aperto e combattuto. Lo scorso anno a febbraio era già tutto chiuso. Questo naturalmente toglie un po’ di interesse. Oltre al Borussia, che ha già dichiarato di voler provare a vincere il campionato, spero che facciano meglio dello scorso anno squadre come Bayer Leverkusen e Schalke 04. Subito dopo metto in griglia Stoccarda, Wolfsburg e Borussia M’gladbach, molto rinnovate e con le potenzialità per lottare dal 3° al 7° posto. Più indietro Werder e Amburgo, che hanno iniziato una bella opera di ringiovanimento e di progettazione. In Germania, altro aspetto meraviglioso, si può progettare a medio-lungo termine senza paura di ricevere critiche o contestazioni.  Così anche una squadra come il Werder, che ha fatto la storia del calcio tedesco, può permettersi di puntare sui giovani per costruire una squadra di livello per la prossima stagione. Sono felice di rivedere poi l’Hertha Berlino in Bundesliga. Proprio dalla capitale, potrebbe arrivare qualche bella sorpresa”.

Sorprese quindi sono escluse?

“Escluse no, però si dovrebbe sperare in un passo falso del Bayern che francamente vedo difficile. Per far si che la Bundesliga diventi ancora più competitiva c’è bisogno di qualche investimento in più da parte delle squadre della Ruhr. Lo sta facendo il Borussia Dortmund e speriamo che lo facciano anche le altre. Il Wolfsburg avrebbe le potenzialità per stare ai vertici ma negli ultimi anni ha speso senza progettare rischiando addirittura la retrocessione. Ho molta fiducia invece nell’Hertha Berlino, che se riesce a trovare un po’ di stabilità economica, potrà diventare negli anni una grande potenza. Berlino è la capitale di Germania, forse l’unica grande capitale d’Europa a non avere una squadra di valore. A Berlino hanno un entusiasmo pazzesco, uno stadio bellissimo e tanta voglia di affermarsi. Se magari, faccio per dire, arrivasse lo sceicco di turno anche qui, si potrebbe creare in pochi anni una super squadra. E’ un peccato vedere  potenze economiche a livello europeo come Berlino, Francoforte o Amburgo, non riescano ad avere importanti investitori anche nel calcio”.

Quali squadre si sono mosse meglio sul mercato?

“Inutile dire il Bayern, che nonostante abbia venduto Gomez, resta superlativa. Anche il Borussia ha cercato di fare ottimi acquisti che faranno salire molto il livello della squadra ma voglio vedere come si sposeranno con il modo di intendere calcio di Klopp. Sono tutti bravi giocatori, ma credo abbiano bisogno di un pò di tempo. Gli altri hanno lavorato bene ma il divario con le prime due è ancora troppo alto. Forse lo Stoccarda con Abdellaoue ha spostato un po’ gli equilibri, però voglio vederlo nelle prime giornate. Credo che il 1 settembre avremo un quadro più chiaro della situazione, anche perchè ci sono da valutare Bayer, Schalke e Wolfsburg che regaleranno sicuramente un altro colpo. Lo Schalke se supera il preliminare di Champions tornerà sul mercato, stesso discorso per il piccolo Friburgo, che se dovesse accedere alla fase a gironi di Europa League, un paio di acquisti li farà”.

Chi sarà il protagonista della prossima Bundesliga? 

“Facile dire gente come Gotze, Lewandowsky oppure Robben. Io però vado un pò controcorrente e dico Stefan Kiessling, giocatore straordinario e che rappresenta, dopo molti anni, il vero attaccante “puro” tedesco anche per la nazionale. La nazionale di Loew ha tantissimi trequartisti, forse troppi, a cui manca un vero centravanti tedesco di spessore. I vari Gomez, Klose e Podolsky, sono comunque giocatori con doppia nazionalità. Kiessling può essere ancora una volta determinante e magari far fare il salto in classifica al Bayer Leverkusen”.

 

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  • Matteo Sgarabottolo

    Lo Schalke non ha fatto un brutto mercato, anzi: si è assicurato Goretzka che potrebbe rappresentare un vero e proprio crack e poi ha portato altri due elementi validissimi come Clemens e Szalai.
    Kiessling inoltre lo vedrei come una riconferma e non come un’eventuale sorpresa che potrebbero invece essere Son o Mhkitaryan

    • Mauro F. Giorgio

      Concordo su Clemens (uno degli elementi più validi durante la fallimentare spedizione dell’U21 tedesca agli Europei d’Israele) e su Szalai. Goretzka è strabiliante, vedremo se Keller avrà intenzione di buttarlo subito nella mischia. Tecnicamente è già pronto, ma la Bundes è la Bundes. E non dimentichiamoci del fatto che con i nuovi acquisti Draxler potrebbe riconquistare la sua posizione preferita sulla trequarti.
      Su Kiessling in campionato si sfonda una porta aperta, infatti Edo Grassi si ne parla in relazione alla nazionale nella quale è stranamente poco tenuto in considerazione da Loew.

      • Matteo Sgarabottolo

        Draxler rimesso al suo posto ha già fatto vedere dì che pasta è fatto: quest’anno avrà più continuità in quel ruolo e vedremo se saprà esprimersi al meglio.
        In Nazionale Kiessling ci starebbe bene, ma se Gomez in Italia torna a buttarla dentro con regolarità prevedo tempi difficili per il biondo tedesco con la maglia della Germania