Solo il 23,3% degli italiani usa lo smartphone per chiamare

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Kingston Technology, il più grande produttore indipendente di memorie al mondo, ha chiesto agli italiani tramite un sondaggio, com’è cambiato in questi ultimi anni l’utilizzo del cellulare. Chissà se Martin Cooper, ingegnere americano di Motorola, quel 3 aprile del 1973, mentre entrava nella storia con la prima chiamata effettuata da un portatile da 1,5kg, si era immaginato che 6 lustri dopo,  il suo gioiello sarebbe stato utilizzato solo dal 23,3% delle persone per effettuare chiamate. Oggi infatti, il 33,3% degli intervistati ammette di servirsi del cellulare principalmente per attività social su Facebook, Twitter, Instagram, ecc. Il 26,4% lo utilizza per chattare su WhatsApp, e solo il 9,7% si limita all’invio di SMS.

Secondo i risultati di questo sondaggio, i cellulari vengono sfruttati dal 21,1% per distrarre i figli durante una cena al ristorante. In famiglia il cellulare però da sempre ricopre un ruolo un po’ scomodo. Sebbene il 57,9% dichiari di non aver nulla da nascondere (o forse non era completamente sicuro della forma anonima del questionario), il 22,4% ammette, per evitare di essere colto in flagrante, di non lasciare mai il telefono incustodito; il 10,5% invece, mette al riparo le attività sommerse da occhi indiscreti inserendo un codice d’accesso al telefono.

Per il 41,3% degli intervistati, solo 5 anni fa, era impensabile il cellulare avrebbe sostituito il navigatore satellitare, mentre il 26,7% non avrebbe mai pensato di poter identificare le canzoni che passano per radio semplicemente aprendo un’app. E se la telecamera integrata ha completamente stravolto l’abitudine di scattare foto solo in vacanza, il 13,3% non si sarebbe immaginato di poterle addirittura ritoccare o arricchire con effetti speciali.

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