Nokia, Sony e lo strano caso dei low-cost

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Con un mercato smartphone saturo e privo di sbocchi concorrenziali, i produttori rimasti “fuor dal giro” devono obbligatoriamente virare sul settore low-cost se vogliono fare loro sempre più quote di mercato. Questo l’hanno capito bene sia Nokia che Sony. Le due società sono fra le più attive in tale settore, visto il lancio dei vari Lumia a basso prezzo e del recentissimo Xperia M.

Queste due aziende fanno bene a puntare su tale settore? Sicuramente sì, ma la strategia da loro adottata non è quella giusta. Spieghiamoci meglio: tutte e due puntano su entrambe le fasce, ma differenziano in modo sbagliato i vari dispositivi. Realizzare un Lumia 920 top di gamma e un Lumia 620 di basso profilo che comunque riesce ad eseguire il 90% delle funzionalità del suo fratello maggiore è controproducente. Chi spenderebbe 200/300€ in più per avere uno smartphone che più o meno svolge le stesse funzionalità di un modello di fascia medio/bassa?

Lo stesso sta facendo Sony. L’Xperia M presentato oggi è tale e quale all’Xperia Z, almeno nelle funzionalità che offre. Certo, non si ha a disposizione la stessa fotocamera o lo stesso display, ma ciò che si può fare con un Xperia Z è possibile farlo anche con un Xperia M. Il software è lo stesso, l’hardware idem.

Ora riproponiamo la stessa domanda di prima: chi spenderebbe 600€ per un Xperia Z ora che è disponibile l’Xperia M? I più smanettoni e appassionati sicuramente risponderanno Xperia Z ma l’utente media virerà sicuramente su Xperia M, spendendo meno e facendo guadagnare meno al colosso giapponese.

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